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Il consenso di Nocera Inferiore

Siete mai stati a Nocera Inferiore? Perché ci sembra che se ne stia parlando come se si parlasse di Goteborg, assalita da una banda di delinquenti in un contesto sociale sano. Come al solito un calcio italiano pieno di sensi di colpa per tutto (tranne che per le sue specifiche colpe, dalla perdita di identità a quella di credibilità) si è fatto carico, mediaticamente, del tiro al bersaglio di chi vuol far credere che gli ultras della Nocerina si muovano con motivazioni calcistiche, per quanto disdicevoli. Il derby, la rivalità, eccetera. Invece il consenso diffuso in città per la partita interrotta contro la Salernitana è evidente e va ad innestarsi in un contesto che trova normale avere un assessore (il dimissionario Pino Alfano, sentito un suo illuminante intervento  a 'La Zanzara' su Radio24) leader degli ultras e si indigna per il Daspo che ha ricevuto, ma non per le minacce a ragazzini che maledicono il momento in cui hanno ascoltato il loro procuratore, quando gli spiegava che 'La Nocerina è una buona opportunità'. Certo è che non è rassicurante che il sindaco, Manlio Torquato, se la sia presa non con chi minaccia i giocatori ma con il divieto di trasferta imposto dalla Prefettura, e che il direttore sportivo Gigi Pavarese (moggiano doc, quindi uno che sa stare al mondo) abbia spiegato i finti infortuni dei giocatori durante la partita con la mancanza di riscaldamento. Un nocerino doc, orgogliosamente non ancora emigrato, ci riferisce il calcio c'entra poco in questa vicenda, come è logico che sia in un posto dove la fiorente agricoltura (soprattutto i famosi pomodori) di qualche anno fa ha lasciato il posto alla disoccupazione, alla camorra e in definitiva al nulla. Per una volta Prandelli può evitare di farsi carico, in conferenza stampa, dei mali del mondo, ma non è che la cosa ci rallegri.