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Lippi, Di Canio, Nesta: la settimana degli italiani all'estero

Settimana calda, quella appena conclusa, per gli italiani all’estero. Dall'ennesimo trofeo di Marcelli Lippi al nuovo lavoro di Marco Simone, dal ritiro di Alessandro Nesta alla sconfitta nel derby per Roberto Mancini, fino ad arrivare all'accusa di ciarlataneria che il tecnico Martin O'Neill ha riservato a Paolo Di Canio.

Redazione

12 novembre 2013

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Settimana calda, quella appena conclusa, per gli italiani all’estero. Dall'ennesimo trofeo di Marcelli Lippi al nuovo lavoro di Marco Simone, dal ritiro di Alessandro Nesta alla sconfitta nel derby per Roberto Mancini, fino ad arrivare all'accusa di ciarlataneria che il tecnico Martin O'Neill ha riservato a Paolo Di Canio. Marcello Lippi ha conquistato la Champions League asiatica con il suo Guangzhou, prevalendo per la regola dei gol fuori casa nella finale con i sudcoreani del Seoul FC: 2-2 in trasferta all’andata, 1-1 casalingo al ritorno. Il tecnico viareggino è il primo della storia a vincere il massimo torneo continentale in due continenti. Prima del Guangzhou l’unica squadra cinese che aveva vinto il trofeo era il Liaoning Whowin, nel 1990. Composto principalmente da giocatori cinesi, il Guangzhou Evergrande ha nei suoi quattro stranieri gli assi della squadra, vale a dire il difensore coreano Kim Young-Gwon e il trio d’attacco tutto sudamericano composto dai brasiliani Elkeson (autore del gol dell’1-0 nella finale di ritorno) e Muriqui (capocannoniere della competizione) e l’argentino Dario Conca (ex di River Plate, Vasco da Gama e Fluminense e mvp della finale). Nella tifoseria, molto amato è il numero 10 Zheng Zhi, capitano e regista con un passato in Europa nelle schiere del Charlton e del Celtic (una quindicina di presenze nel club cattolico di Glasgow). Il bottino di Lippi nel suo anno e mezzo di Cina ora è di due scudetti, una coppa di Cina e una Champions, e nel mirino c’è anche la seconda Coppa di Cina. L’appellativo di “eroe dei due mondi” è esagerato, ma  il Ct Campione del Mondo nel 2006 merita gli applausi non solo per il palmarès rimpinguato ma anche per aver accettato la sfida (a dieci milioni di euro l’anno era anche difficile rifiutarla) di far crescere il movimento calcistico cinese. Movimento che ancora sonnecchia e che avrebbe i mezzi per poter diventare almeno da traino nel continente asiatico. Finita la stagione con il Montréal Impact, Alessandro Nesta si è ritirato dal calcio giocato. Professionista serissimo, quello dell’ex difensore di Lazio e Milan è stato un congedo silenzioso, elegante come quando guidava le difese delle sue squadre. Nei suoi progetti futuri c’è un anno di pausa, e poi l’inizio di una nuova avventura, come allenatore. I bookmaker internazionali quotano sin da ora a 2,00 il suo approdo sulla panchina laziale. Uno dei più forti difensori italiani lascia dopo ventuno stagioni ad alto livello e con una bacheca zeppa di trofei: tre scudetti, due Champions League, una Coppa delle Coppe, tre Supercoppe europee, tre Coppe Italia, un Mondiale per club e un Mondiale per nazionali. In Germania, Nesta fu tra i campioni meno celebrati, per via di un infortunio contro la Repubblica Ceca che lo mise k.o. per tutta la fase ad eliminazione diretta (proprio come avvenne a Francia ‘98 e Giappone/Corea 2002, dove giocò solo i gironi). Nella memoria collettiva, di quel Mondiale si ricorda la coppia Cannavaro-Materazzi, ma è sul difensore romano che alla vigilia, i tifosi azzurri riponevano le speranze legate alla retroguardia, e se alla vigilia del Mondiale ci avessero detto che un membro della terza linea azzurra avrebbe vinto il Pallone d’oro, avremmo forse puntato qualche soldo su di lui. Giorni duri per Roberto Mancini. Dopo la sconfitta col Copenaghen, che ha complicato il cammino del suo Galatasaray in Champions League, ha perso 2-0 il derby contro il Fenerbahçe (reti dell’ex interista Emre e del brasiliano Baroni), scivolando a -9 dal primo posto, occupato proprio dalla parte asiatica di Istanbul.Il derby ha un sapore particolare in Turchia (nella classifica del Guerino sui 100 derby più caldi del mondo lo avevamo messo al terzo posto) e la sconfitta contro i rivali rappresenta una pesante battuta d’arresto per i campioni in carica. Per il tecnico jesino, sono le prime difficoltà dal suo approdo. Ha trovato una nuova panchina, l’italiano Marco Simone. Dopo aver salvato il Monaco dalla retrocessione in terza serie nel campionato francese 2011/12 (altri tempi...), avrà la missione impossibile di salvare il Losanna, fanalino di coda del campionato svizzero, quattro punti in quattordici partite, e distanziato di undici lunghezze dalla penultima. Simone non potrà sedere in panchina, perché sprovvisto del patentino e per questo, è stato registrato come direttore tecnico. L’allenatore ufficiale sarà il francese Henri Atamaniuk. «Paolo Di Canio? Un ciarlatano». Martin O’Neill, nuovo allenatore della nazionale irlandese (in sostituzione di Trapattoni), ha definito così l’allenatore romano, che lo scorso marzo aveva preso il posto proprio di O’Neill alla guida del Sunderland, lamentando la scarsa condizione atletica della squadra che aveva preso in eredità. «Dopo il debutto contro il Chelsea, Di Canio aveva detto che il Sunderland era fuori condizione, la settimana dopo ha battuto il Newcastle e il problema della condizione atletica è sparito. Poi è stato travolto dall’Aston Villa e non ha potuto più usare quella scusa». Accuse che tornano al mittente, a distanza di mesi: la vendetta va servita fredda. Giovanni Del Bianco twitter: @g_delbianco

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