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Il nuovo Milan senza Galliani

Il comunicato di Barbara Berlusconi contro le gestione della società Milan negli ultimi anni, ma sarebbe meglio dire contro Adriano Galliani, ha scritto dal punto di vista umano la parola fine su 27 anni di vittorie (come nessuno in Italia in questo periodo, dando alle cinque Champions il giusto peso), di bilanci in rosso (come tutti ad alto livello, valutandoli in quest'arco temporale) e di simbiosi quasi perfetta con il padre di Barbara. Impossibile che la figlia di Silvio Berlusconi abbia redatto certe frasi senza l'approvazione del padre, per quanto in questo periodo fosse occupato, impossibilissimo (per usare un'espressione cara a Galliani) che il Berlusconi vero potesse esporsi di più nei confronti di un dirigente che è stato decisivo nella sue fortune non solo calcistiche, visto che fino al 1986 era conosciuto come 'l'antennista di Berlusconi' per come si sapeva barcamenare fra segnali (a Berlusconi aveva ceduto la sua Elettronica Industriale) e frequenze in anni non lontani da questi ma per la televisione pionieristici. E quindi? Galliani rimarrà al suo posto fino a quando deciderà di andarsene, ma il segnale è stato chiaro e i cattivi risultati del gallianiano Allegri l'hanno solo accelerato. Impensabile che l'amministratore delegato rossonero possa essere 'esonerato' senza che abbia qualcosa di solido come alternativa: una presidenza di Lega, un'attività imprenditoriale nel mondo dei diritti tivù (magari della stessa serie A, del resto già trattati da suoi buoni conoscenti...) o in quello dell'organizzazione sportiva, un qualcosa che sembri una scelta di vita come una candidatura politica, ma di sicuro dovrà sembrare che la decisione sia di Galliani stesso. Che quando ha avuto soldi veri da gestire ha vinto, cosa per niente scontata, mentre quando ha dovuto infarcire la squadra di Birsa e di Constant, per citare due giocatori fra i più positivi di questi mesi, sono cambiati anche i punti in classifica. Il nuovo Milan senza Galliani, quello con Paolo Maldini dietro la scrivania e Seedorf in panchina, entrambi chiodi fissi di Berlusconi ed entrambi non a caso detestati da Galliani, prima o poi inizierà. Ma solo quando Galliani se ne andrà con le sue gambe, domani mattina o fra dieci anni. Twitter @StefanoOlivari