Il controllo di Balotelli

Pubblicato il 25 ottobre 2013, 12:21

"Realtà romanzesca" è un"espressione da rotocalchi di una volta, ma andrebbe benissimo per la vicenda del cosiddetto "tutor" che il Milan ha assegnato a Mario Balotelli. Che così non potrà più macchiarsi di crimini gravi come giocare mezzora da infortunato contro il Barcellona o dimenticarsi di indossare la giacca sociale all"uscita. Il tutor provvisorio, in attesa di quello definitivo che sarà nominato fra poco, si chiama Filippo Ferri: ex capo della Squadra Mobile di Firenze e da qualche tempo responsabile della sicurezza del Milan. Ma chi è questo Ferri? Figlio dell"ex ministro socialdemocratico Enrico, nella storia per il limite dei 110 chilometri orari in autostrada (1988), ma soprattutto condannato (Filippo, non Enrico) a 3 anni e 8 mesi di carcere per le violenze della Diaz (G8 2001 a Genova, chi se lo ricorda?) oltre che a 5 anni di interdizione dai pubblici uffici. Ecco, in un mondo normale il tutor di Ferri dovrebbe essere Balotelli e non il contrario. E siamo ancora in attesa di conoscere il nome del tutor "definitivo". Ma c"è di peggio: la società rossonera sta pensando di affiancare a SuperMario anche un mental coach (e perché non anche un esorcista?). Chissà cos"altro lo aspetta negli otto mesi che ancora lo dividono da Chelsea o Real Madrid. A partire dal luglio 2015 la Juventus diventerà una squadra Adidas (adesso lo sponsor tecnico è Nike), con accordo che durerà fino al 2021 e porterà nelle casse bianconere quasi 32 milioni a stagione. Il doppio rispetto alla situazione attuale, ma soprattutto una cifra simile a quella che prende Il Manchester United dalla Nike. A seconda dei rilevatori lo United è primo, secondo o Una volta lanciato il casino in flash, che pertanto non richiede alcun download, non ti resta che scegliere ancora una volta il gioco in modalita di pratica e cercare poi nel menu dei giochi disponibili, la roulette . terzo nelle classifiche di notorietà mondiale di brand calcistici (a rotazione con Real Madrid e Barcellona), ma non c"è dubbio che sia la squadra più famosa del campionato più seguito del mondo. E i suoi tifosi, come di solito accade nei paesi civili, tendono a comprare merchandising ufficiale. Cosa vogliamo dire? Che la percezione del calcio italiano all"estero non deve essere poi così schifosa se si investe così tanto in un mercato ad alto rischio di contraffazione. Per questo il rapporto di 9 a 1, per la vendita dei diritti televisivi all"estero dei rispettivi campionati, è un insulto all"intelligenza. E per questo Agnelli se l"è presa non poco, pur non potendo dire chiaramente chi fosse l"obbiettivo dei suoi strali. Un altro club Adidas? La percezione del razzismo cambia a seconda delle zone, anche all"interno dell"Europa. Per questo motivo Yaya Touré è rimasto sorpreso per i cori, ma più che altro per gli ululati e le banane esibite, del pubblico del Cska Mosca durante la recente partita contro il suo Manchester City. Volendo generalizzare e quindi facendo a nostra volta del razzismo, si può dire che nell"Europa dell"Est la sensibilità al problema è inferiore. Romania compresa, visto che l"arbitro Hatagan nemmeno si è reso conto della situazione (ma va detto che allo stadio funziona diversamente che davanti alla tivù e molte cose sfuggono). Le condizione economiche delle popolazioni di mezza Europa portano alla facile previsione che andrà sempre peggio, con la chiusura di curve e stadi che come al solito penalizzerà la parte migliore del pubblico. Se ne uscirà solo quando il calcio perderà questo alone di sacralità, che fa sembrare ogni evento da stadio qualcosa di memorabile e degno di commento. In quel momento i cretini andranno ad esibire la loro cretinaggine altrove, ma non è detto che questo scenario sia un bene per la società nella sua interezza e in fondo nemmeno per il calcio, che rende tollerabili certe partite solo grazie al nostro bisogno di "esserci". Twitter @StefanoOlivari

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