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Trasversalità di Nesta

E" di solito difficile che un difensore diventi una leggenda traversale al tifo, in maniera non "divisiva" (per usare questo orrido aggettivo alla moda), ma Alessandro Nesta c"è riuscito e non c"è stato bisogno di aspettare i suoi 37 anni e l"annuncio del ritiro per capirlo. Scirea, Facchetti, Paolo Maldini, per limitarci ai grandi, ma non è che scendendo di livello ce ne vengano in mente molti altri. Nesta terminerà da mezzo infortunato il suo anno e mezzo discretamente giocato con i Montreal Impact della MLS e poi saluterà il campo da protagonista, sperando di tornarci in qualche altra veste. Non da dirigente, per motivi meramente caratteriali (troppo chiuso e troppo "bravo ragazzo" per poter emergere). La sua ambizione dichiarata sarebbe quella di allenare, ma dopo una vita ad alto livello (la Lazio che lui ha frequentato spendeva come il Real Madrid, per non parlare del Milan) è difficile che possa adattarsi ad una realtà anche solo media. Certo, tutti sognano di fare Guardiola ma di Guardiola ce n"è solo uno e quasi tutti gli altri hanno iniziato dalle serie minori, dalle giovanili o portando le borse ai grandi. Il rimpianto in una carriera in cui a livello di club ha vinto tutto si chiama Mondiale: gravissimo infortunio in quello del 1998, eliminazione negli ottavi anche qui da infortunato (leggero, si era fatto male contro la Croazia) in quello 2002, altro infortunio durante quello del 2006: campione del mondo sì, ma con gloria andata a Materazzi. Per le crudeli leggi dei media fra 100 anni qualche appassionato conoscerà i nomi di Schillaci e Materazzi, mentre in pochissimi leggeranno di Vialli e Nesta, ma noi che viviamo nel presente siamo stati felici di aver 000 euro insieme a 100 Giri Gratis per provare le nuove Slot Machines e i giochi da casino online , buon divertimento!Con Poker Club di Lottomatica puoi vivere al meglio l’emozione dei giochi di poker online. visto giocare Nesta. La grottesca "condizionale" inventata dalla Figc per evitare la chiusura degli stadi ha solo rimandato di qualche settimana la soluzione definitiva del problema curve. Già, perché la spada di Damocle sulla testa di Roma, Inter, Milan e Torino finirà di sicuro per cadere, viste le intenzioni del tifo più o meno organizzato. Che nell"ultima giornata ha con ironia dedicato cori anche contro sé stesso, come a voler sottolineare l"assurdità delle norme e soprattutto l"evidente disegno del governo del calcio di abolire le curve, intese come tifo organizzato, per arrivare allo stadio-teatro della mitica Premier League (che è il primo campionato del mondo anche per cento altri motivi, ma non divaghiamo) e al ritorno negli impianti delle fantomatiche "famiglie" che dovrebbero prima e dopo le partite andare al cinema, comprare magliette originali a 90 euro, ingozzarsi di porcherie e acquistare qualche altro gadget: qui siamo all"America trapiantata in Italia, ma senza il resto della cultura americana che rende possibile l"America. Forse ipotizzando questo disegno gli ultras fanno la Lega di Beretta e la Figc di Abete più intelligenti e "progettuali" di quello che sono, ma in concreto da sabato prossimo i cori riprenderanno e il giudice sportivo Tosel avrà un altro lunedì di passione. Anche perché poi bisognerà trivare qualche giurista a gettone (non che manchino...) che spieghi come sia possibile "squalificare" un settore di uno stadio sulla base di cori fatti in un altro stadio. La vicenda Moratti-Thohir presenta molti aspetti curiosi, primo fra tutti quello di un proprietario che vende un club ma che in realtà non lo vende, rimanendo come socio di minoranza e come punto di riferimento (al di là della carica futura) di quello nuovo di maggioranza. Definito il passaggio del 70%, rimane da definire ciò che più interessa alla gente e cioé la nuova Inter. Visto che nessun giornalista italiano (e pochi indonesiani, considerato il basso numero di interviste d"archivio) ha un filo diretto con Thohir e i suoi soci Soetedjo e Roeslani, le uniche fonti sono i consulenti italiani del gruppo e soprattutto, sembra incredibile, Moratti. Così scrivere che Leonardo sarà il futuro uomo forte della società può non essere sbagliato (al momento vale come Pradé, Baldini, Bigon, eccetera), ma sembra una scelta fatta come se l"Inter fosse ancora di Moratti (perché non anche Djorkaeff e Recoba?). Facile profezia: finita la luna di miele, peraltro freddina, questa convivenza diventerà impossibile entro pochi mesi. Con esiti questi sì imprevedibili. Peccato per Mazzarri, unico campione acquistato negli ultimi tre anni, che si troverà in mezzo a questi improbabili scambi di sms. Twitter @StefanoOlivari