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Bale, il peggior affare della storia (per il Southampton)

Nemmeno il fan più sfegatato della Premier League ha probabilmente mai sentito nominare Tommy Forecast. Un ragazzone di 26 anni che di professione fa il portiere, anche se il campo lo ha sempre visto raramente, e mai con la maglia del club - il Southampton - che negli ultimi cinque anni gli ha pagato lo stipendio. Forecast è però finito sui tabloid britannici come il peggior affare di mercato nella storia del calcio. “Colpa” di un certo Gareth Bale e del suo faraonico trasferimento al Real Madrid. Per comprendere il legame tra l’asso gallese e il mediocre Forecast bisogna risalire al 2008, quando Bale non era altro che un terzino sinistro non propriamente inappuntabile in copertura, ma comunque utile per la velocità e l’abilità sui calci piazzati. In quell’estate il Southampton aveva raggiunto un accordo con il Tottenham per la cessione del giocatore, chiedendo e ottenendo – oltre ai 7 milioni di sterline pattuite – anche l’inserimento di una clausola che garantiva ai Saints una percentuale del 25% sull’eventuale futuro trasferimento di Bale. Alla luce di quanto successo in estate, oggi al Southampton spetterebbero circa 22 milioni di sterline. Invece non vedranno un quattrino, perché nel 2008 l’allora dirigenza dei Saints aveva deciso di cancellare la clausola in cambio di 3 milioni di sterline cash e…un portiere. Proprio lui, Tommy Forecast, svincolatosi un mese fa dopo cinque anni di contratto, cinque prestiti nelle divisioni minori (nel 2009 il suo esordio da pro nel Crewe Alexander, demolito 4-0 dal Grimsby, fu definito dal Crewe Chronicle “una delle prestazioni più imbarazzanti mai viste su un campo di Football League”) e zero-presenze-zero con il Southampton. La storia di Bale sembra essere piena di rimpianti (per gli altri): nell’estate del 2010 il Milan aveva considerato eccessivi i 13 milioni di euro chiesti dal Tottenham, cifra poi spesa in stagione per Sokratis, Emanuelson e Didac Vilà. Il povero Forecast però li batte tutti. Anche Winston Bogarde, 40mila sterline di stipendio settimanale al Chelsea per appena 12 partite giocate in 4 anni (quasi 700mila sterline a partita, insomma). Ma almeno lui in campo ci è andato.