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Serie B al via – Rino non aver paura

Squadre schierate sulla griglia di partenza. Ancora qualche ora, rombo dei motori a mille, semaforo rosso che si spegne e venerdì il campionato di Serie B aprirà ufficialmente la stagione del calcio italiano con l'anticipo fra Reggina e Bari. Un via che, come sempre, va tarato alla luce del calciomercato ancora in via di definizione. Quindi non giudizi (tantomeno definitivi), ma sensazioni, provocazioni, intuizioni. A pelle, senza pensarci troppo sopra (mica vorrete dar credito alle sgambate ferragostane della Coppetta nostrana?). Che comunque vi offriamo per non sottrarci alla tradizionale liturgia dei pronostici estivi. Materiale di discussione magari per chi, beato lui, sta consumando gli ultimi scampoli di ferie. AVELLINO - Giocarci contro non sarà affatto semplice. Retroguardia esperta e ringhiosa, centrocampo di buoni intenditori. Ovvero: primo, non prenderle. Meno semplice individuare chi riuscirà a buttarla dentro con una certa continuità. Sufficienza di incoraggiamento. BARI - Se dopo appena due settimane un allenatore (preparato e motivato come Gautieri) raccoglie i suoi stracci e saluta, un motivo dovrà pur esserci. Anzi, ce ne sono due: un organico abbozzato in modo ancora molto (troppo) sommario e una società che tale non si può definire. Aggiungeteci la partenza di alcune pedine-chiave e la strada si fa in salita. BRESCIA - Giampaolo si rimette in gioco in una piazza non certo facile, ma la sfida ha il suo fascino. Perché la cucina pedatoria di Corioni non sforna mai banalità (vedi talenti giovani: occhio a Oduamadi). Attenzione, difesa da ricostruire. Davanti, però, è un bell'andare. Caracciolo e Corvia è coppia-gol di lusso. Possibile aggancio alla zona playoff. CARPI - Neopromossa tutta da testare. Intriganti alcune idee di mercato (tipo Liviero dal Perugia, Lollo dallo Spezia o Bertoni dal Sudtirol), ma meccanismi tutti da oliare e sistemare. Attese novità in attacco: Della Rocca e Cani necessitano di adeguato sostegno, si parla nelle ultime ore di Catellani e Mbakogu. "Colpi" importanti, ma che difficilmente risparmieranno agli emiliani una (dura) battaglia di retrovia. CESENA - Sistemata (dici poco…) la società, piano piano ha preso corpo una squadra che potrebbe regalare qualche bella soddisfazione al fedelissimo popolo bianconero. Bisoli non si discute, ma dovrà sciogliere quando prima l'amletico dubbio tattico emerso dalle prime uscite: 4-2-3-1 (modulo su cui il tecnico ha lavorato, pure in assenza di un "vero" trequartista) o 4-3-3 (più congeniale agli attuali interpreti)? Meglio la seconda ipotesi, magari in attesa che sbocci il talento del baby interista Garritano. Outsider. CITTADELLA - La speranza è che Foscarini (nona stagione consecutiva sulla panchina dei veneti) faccia "tana per tutti". Perché la squadra è davvero leggerina e ha perso importanti punti di riferimento (vogliamo parlare di Baselli, Di Carmine e Schiavon?). In caso di (ennesima) salvezza, bisognerà davvero parlare di miracolo. CROTONE - Vedi sopra. Il "manico" (Drago, riconfermato) sarà determinante. E lo sarà per come riuscirà a gestire questa bella banda di giovanotti alla ricerca di un posto al sole. Osservati speciali il portiere Alfred Gomis (93, scuola Toro), l'interno Dezi (92) e il fantasista Cataldi (94, miglior Primavera nella Lazio scudettata). O la va o la spacca. EMPOLI - Verdi per Saponara. Rugani (rientrato alla base dopo l'esperienza alla Juve) per Regini. Eredità scomode. Ma se la Premiata Ditta (Maccarone-Tavano) non tradisce, allora ci si potrà ancora divertire. E magari, evitando la partenza-choc dell'anno scorso, inserirsi nella fuga buona. Sguardo rivolto in alto. JUVE STABIA - Braglia non accetta comparsate qualunque. Quindi squadra da emozioni forti, nel bene e nel male. Vitale, reduce da una splendida stagione a Terni, è innesto di qualità a sinistra, e Diop (vivaio Torino) può dare vivacità in prima linea. Dove andrà seguito il promettente Sowe, uscito dal Chievo. Alchimia non semplicissima. Provarci non è reato. LANCIANO - Baroni (al debutto) non se l'è scelta facile. Lo attende un duro lavoro di valorizzazione su prospetti intriganti (vengono in mente il milanista De Feo e il pisano Gatto), ma dall'apparenza assai fragile. Come acquistare un solo biglietto e sperare di vincere la Lotteria di Capodanno. LATINA - Morrone a dirigere nel mezzo è tanta roba per la categoria. Attorno a lui però va trovata e verificata una compattezza che al momento si intravede soltanto. L'impressione è che i nerazzurri siano pronti più per un 'ottima Lega Pro che per una B da battaglia. Sfida dura. MODENA - Fin qui lo scudo protettivo di Novellino ha funzionato. Garantisce lui e non è firma da poco. La Curva Montagnani reclama però il gran colpo. In attacco e magari a centrocampo. Figurine da sogno che, dopo lo smacco della promozione in A del Sassuolo, scongiurino adesso un testa a testa di basso profilo con il Carpi. Alla ricerca della dignità perduta. NOVARA - Aglietti si aspetta tanto dal figlio d'arte Comi. E sono attese giustificate, specialmente dopo le partenze di Seferovic e Fernandes. Squadra da prime piazze, di certo non con la stoffa dell'ammazzacampionato. Ma in un torneo che si prospetta assai equilibrato, la cifra tecnica dei piemontesi è di livello medio-alto. PADOVA - Società nuova, allenatore nuovo e squadra (in gran parte) ridisegnata all'insegna di grandi aspettative. Lista della spesa "griffata" (Musacci, Santacroce, Pasquato, Colombi, Benedetti, Modesto, Osuji), tifoseria euforica, risultato obbligato. Ma come dimostra l'incidente di percorso rimediato in Coppa Italia (proprio contro quel Trapani che sarà di scena all'Euganeo per la prima di campionato), le buone intenzioni talvolta non bastano a far tornare i conti. Vietato ai deboli di cuore. PALERMO - Al grido di "saremo la Juve di B", la Gattuso Band parte per suonarle un po' a tutti. Fallire l'immediato ritorno in A è ipotesi neppure presa in considerazione. Squadra di buoni contenuti, ma questo voler a tutti i costi trattenere Hernendez (e da lui far dipendere molto del destino dei rosanero), non ci convince. Perinetti afferma che non lo cambierebbe mai con Cacia, Calaiò o Ardemagni? Ci rifletta sopra... Detto questo, favorito numero uno. PESCARA - Il calcio d'agosto, dicevamo in apertura, fa prendere abbagli. Ma questo Pescara che ha preso per le corna il Toro all'Olimpico merita rispetto. Tanti giovani, un bomber affamato e affermato come Cutolo, un tecnico (Marino) che ha sete di rivincita. Niente a che vedere con Zemanlandia, però il mix ha un suo perché. Posto in prima fila. REGGINA - Cosa ne sarà dei calabresi (ri)affidati ad Atzori, lo scopriremo solo vivendo. Negli ultimi tempi sullo Stretto si respira aria rassegnata. Un lampo e il clima cambierebbe. A centrocampo c'è parecchia sostanza, ma non vediamo l'attaccante che assicuri 12-15 gol, dote indispensabile per navigare tranquilli nel mare della cadetteria. Attendiamo lumi dal mercato. SIENA - Più che al campo, l'attenzione è rivolta alla sede. Per capire se la società "terrà". Perché il -2 (di per sé già un fardello non indifferente) potrebbe rivelarsi solo l'inizio di una lenta (e irreversibile) agonia. Così è, se pare a Beretta. Che comunque non si è fasciato la testa, consapevole di guidare un gruppo comunque decoroso per la B. Salvare la pelle sarebbe già tanto. SPEZIA - Nastro riavvolto. Uomini nuovi sul ponte di comando (con il bolognese Tacoli sulla poltrona di presidente), Stroppa in panchina (il suo Pescara a tratti non era dispiaciuto), mercato di spessore condotto anche grazie alla collaborazione con il Verona dell'amico Setti. Patron Volpi non ammette altri passi falsi. Questa "deve" essere la stagione del riscatto ligure. Il profilo del personaggio, al di là degli errori d'inesperienza compiuti l'anno scorso, merita credibilità. TERNANA - Antenucci ha il compito (a suon di gol) di caricarsi sulle spalle una formazione che sulla carta non sfigura al cospetto di club ben più blasonati e accreditati. Sciacca, Maiello, Zito e Viola assicurano completezza alla mediana. Ci si può divertire, senza particolari affanni. TRAPANI - Il tifo di un'intera città alle spalle. La spregiudicatezza di chi non ha niente da perdere. La serietà di un gruppo dirigente che si è fatto poco alla volta, passo dopo passo, senza farsi prendere da smanie di grandezza. In campo però vanno i giocatori e qui la sfida si farà da subito dura. VARESE - Sottili (deb dalle idee chiare) guida quel rinnovamento di cui si avvertiva l'esigenza, dopo la promozione sfiorata con Maran e l'ultima annata chiusa con un settimo posto infarcito di rimpianti. La partenza di Ebagua è bilanciata dalla conferma di Neto Pereira. Con Blasi nel mezzo raddoppia il fosforo. Lupoli arriva nella squadra giusta al momento giusto. Calil è mina vagante. Tradotto: lombardi in lizza per i playoff. Gianluca Grassi [poll id="58"]