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L’inverno di Platini e Blatter

Redazione

19 luglio 2013

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Sepp Blatter ha finalmente scoperto che in Qatar d'estate fa troppo caldo per giocare a calcio ad alto livello, a prescindere dall'orario delle partite (il vero crimine sportivo dei Mondiali '94). Meglio 9 anni prima che mai, comunque il problema Coppa del Mondo 2022 rimane. L'uomo che per quell'epoca sarà vecchissimo (86 anni) o più probabilmente defunto, ha ipotecato un decennio con l'assurda e frettolosa doppia assegnazione, avvenuta nel dicembre 2010, di Russia 2018 e Qatar 2022 (e perché non Kazakhistan 2026, tanto per stare sull'attualità?) e adesso per rimediare alla porcata si è inventato la possibilità, che nel suo linguaggio equivale alla probabilità, di disputare la manifestazione in inverno, a febbraio. Rientrando così in sintonia con il suo ex uomo Michel Platini, visto che il presidente della Uefa è da anni filo-Qatar ed era stato il primo a parlare apertamente di Mondiale invernale. Piccolo problema: la vicinanza ai Giochi Olimpici Invernali del 2022, non gradita dal CIO. Grande problema: la Champions league e le grandi leghe europee, serie A compresa (ma l'unica ad esporsi è stata finora la Premier League, impensabile che lo facessero l'arabizzata Ligue 1 o il nostro buon Beretta), cioé le realtà che mandano avanti la baracca del calcio mondiale giorno per giorno e non solo un mese ogni quattro anni, dovrebbero interrompersi per almeno 3 mesi, fra preparazione, torneo e riposo. Previsione facilissima? Mondiale 2022 a febbraio, con qualche contentino ai club tipo qualche finestra in meno per le nazionali durante le stagioni.

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