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Ma Conte è da Champions?

La differenza di cilindrata fra il Bayern Monaco e la Juventus è sembrata imbarazzante, almeno quanto la differenza fra i bianconeri e i suoi principali concorrenti italiani in campionato. Una differenza tale da non consentire nemmeno di mettere le partite sul piano dell'intimidazione e della confusione, anche senza citare la parola 'bolgia' che ai giornalisti piace un sacco. Però possiamo dirlo noi che guardiamo e/o commentiamo, non certo l'allenatore della Juventus e soprattutto non giorni prima di incontrare gli avversari. Questa volta Antonio Conte, che al di là di Pirlo è stato la vera arma in più della Juve degli ultimi due anni, ha preparato la sfida come peggio non avrebbe potuto. Proprio a livello di motivazioni, cioé un campo in cui aveva dimostrato finora di essere un maestro. In altre parole, con questi elogi preventivi al Bayern Monaco, alle sue potenzialità di mercato e ai suoi giocatori attuali Conte ha creato un alibi perfetto ai suoi e soprattutto a sè stesso. Una specie di operazione 'mani avanti' che va contro ogni manuale elementare di psicologia e che può essere spiegabile solo con la volontà di Conte di prepararsi il terreno per scelte clamorose, a meno che Agnelli faccia follie, comprando il meglio sul mercato senza sacrifici tipo Vidal. Il modo intelligente in cui il Bayern ha gestito il vantaggio a Torino non deve far dimenticare il modo in cui è maturato il risultato all'andata, con un tiro fortunoso e un gol in fuorigioco. In altre parole, la Juventus non è lontana dall'elìte europea e non si può far passare il nuovo mito Mandzukic per un fenomeno fuori dalla portata dell'Italia: fino a 24 anni giocava in Croazia e nel 2010 il Wolfsburg lo pagò poco più di 6 milioni di euro. Il classico giocatore da Udinese, senza offesa. Se poi bisogna avere un buon bilancio per poter buttare 40 milioni per uno normale come Javi Martinez, allora chi ha ingaggiato per... niente Pogba dovrebbe essere considerato un genio ed avere una statua equestre davanti allo Stadium. Il problema è l'attacco, dice la vulgata. Ma sotto il livello dei fuoriclasse inavvicinabili esistono sul mercato, e sottolineiamo sul mercato, giocatori con più talento di Vucinic e Quagliarella? Perché i Lewandoski o i Reus dovrebbero lasciare una realtà dove stanno bene e dove guadagnano più di quanto farebbero a Torino? E' quindi evidente che il salto di qualità europeo della Juventus dovrà avvenire sostanzialmente con questa squadra e pochi inserimenti mirati di giocatori di prospettiva, non certo stravolgendo una formazione che ha un'identità forte e che almeno in difesa è già a livello Bayern. Alla fine a uscire ridimensionato da questo quarto di finale è soprattutto Conte, come tattico ma soprattutto come motivatore visto che la Juventus nemmeno nelle fasi di gioco migliore è mai riuscita a cambiare passo. Ancora due conferenze stampa in cui dice che manca il mitico top player e forse Agnelli deciderà di puntare su un top coach. Perché alla Juventus manca ancora qualcosa per alzare questa coppa, ma al momento il discorso vale anche per Conte.