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Torna l’Europa League. Dentro o fuori per Inter, Lazio e Napoli

Finalmente torna l’UEFA Europa League. Dopo la pausa invernale domani sera si riaprirà lo scrigno delle emozioni del giovedì, con tre club italiani ai blocchi di partenza dei 32esimi di finale. Inter – che ha un ottimo rapporto con questa competizione, avendola vinta per tre volte quando ancora si chiamava Coppa Uefa - sarà impegnata con i romeni Cluji, la Lazio (finalista di Coppa UEFA proprio contro l’Iner nel 1998 e semifinalista nel 2004 con Mancini in panchina) con il Borussia Mönchengladbach, e il Napoli, vincitore dell’UEFA nel 1989 con in campo Diego Armando Maradona, che affronterà il Viktoria Plzen. Sì, perché per quanto ancora snobbata è indubbio che i numeri parlano da sé: l’Europa League, sebbene esista solo da quattro anni (prima troneggiava tra gli appuntamenti serali della settimana con il calcio sotto il nome di Coppa Uefa, ora purtroppo è un po’ negletto dallo strapotere economico e mediatico della Champions), ha già scritto pagine importanti, in termini di appeal ed emozioni per il passaggio del turno. Esempio calzante che tifosi e non sicuramente ricorderanno è il match che la Juventus si trovò a giocare contro il Fulham nella stagione 2009/2010, un 5-4 che i bianconeri subirono, forse dando per scontata la qualificazione in forza del 3-1 conquistato a Torino nel turno di andata. Nessuno si sarebbe aspettato una tale rimonta da parte dei Cottagers, forse nemmeno l’americano Clint Dempsey, autore della marcatura del 5-4 a otto minuti dalla fine con uno splendido pallonetto da fuori area, tanto che al termine della partita dichiarò: “quando ho ricevuto la palla mi sono chiesto se tirare o cercare il secondo palo, ma ho deciso di provarci”. Il resto difficilmente i tifosi juventini l’avranno dimenticato, anche se oggi possono godersi le meraviglie di una squadra che ieri ha passeggiato in Champiosn al Celtic Park. I neroazzurri di mister Stramaccioni puntano sul portierone, ex Udinese, Samir Handanovič, che già ha parato un rigore nella prima giornata di Europa League, e forse potrebbe esserci l’atteso esordio del talentino croato Mateo Kovacic, da poco sbarcato all’Inter. L’avversario, il Cluji guidato da Paulo Sergio, è squadra pericolosa. Arrivato secondo a pari punti in Champions League dopo aver anche battuto il Manchester United all’Old Trafford, il Cluji è rimasto fuori dagli ottavi ma pur avendo perso il brasiliano Rafael Bastos andato all’Al-Nasr Riyad e l’ala destra franco-senegalese Modou Sougou destinazione Marsiglia - può ancora schierare Rui Pedro, ventiquattrenne attaccante portoghese che ha segnato la sua prima tripletta da attaccante professionista contro il Braga nel 3-1 sui portoghesi nella fase a gironi di Champions. Per la Lazio mancherà purtroppo Miro Klose, infortunatosi ad un legamento, che sosterrà i compagni dalla tribuna, anche se Floccari non lo sta facendo rimpiangere in queste ultime giornate. Ci sarà Hernanes, giocatore fondamentale per il sorprendente allenatore bosniaco-svizzero Vladimir Petkovic, insieme ai recuperati Mauri ed Ederson, e al giovane centrocampista Onazi neo campione d’Africa con la Nigeria. Il Borussia Mönchengladbach, dopo l’ottimo quarto posto in Bundesliga lo scorso anno, sta cercando di tornare ai fasti europei da cui manca dal 1977, anno in cui fu sconfitto in finale di Coppa dei Campioni dal Liverpool proprio all’Olimpico di Roma. I tedeschi puntano sulla classe di Arango, “uno dei più grandi calciatori mancini del mondo”, come lo definisce il suo allenatore, l’altro svizzero Favre. Osservato speciale il centrocampista Granit Xhaka, mancino kosovaro con passaporto svizzero, da tempo obiettivo della Lazio A Napoli occhi puntati su Edinson Cavani, che guida la classifica dei capocannonieri della competizione con sette gol, e non potrebbe essere altrimenti, considerata l’importanza di questo giocatore nell’economia di gioco di Walter Mazzarri. Di contro il Plzen conterà sul capitano Pavel Horváth, punto fermo dei successi dei vincitori del Gruppo B in autunno, contribuendo a tre vittorie casalinghe, di cui una contro i detentori del titolo dell’Atletico Madrid. Horváth ha battuto il suo stesso record diventando il più vecchio marcatore della UEFA Europa League alla quinta giornata, all’età di 37 anni e 214 giorni. Sicuramente non saranno serate noiose per gli italiani, e il dentro o fuori forse spingerà gli allenatori ad evitare turnover esasperati come quelli visti nella fase a gironi. A guadagnarne saranno spettacolo e tifosi. Franco Spicciariello