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Armstrong e l’onestà del doping

Redazione

23 gennaio 2013

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La cancellazione di quasi tutta la carriera di Lance Armstrong, dai sette Tour de France vinti a tutto il resto, non ha stupito gli appassionati veri di ciclismo. Ben consapevoli che con le medie orarie di oggi (ma il discorso era valido anche con quelle di ieri, solo che fino alla metà degli anni Sessanta non esistevano controlli) il doping sia necessario anche solo per rimanere coperti nella pancia del gruppo e non solo per vincere le corse più importanti. L'aspetto più inquietante di tutta la vicenda non risiede quindi nella sua sostanza, basti ricordare i piazzati nella classifica generale dei Tour vinti dal campione texano (Ullrich, Basso, Kloden...), ma nel fatto che Armstrong sia stato per oltre un decennio controllato in maniera ossessiva e perfino

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