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Serie B - Colpo di Calori

Mentre Sassuolo, Verona e Livorno sembrano sempre più intenzionate a fare corsa a sé, alle loro spalle si cerca di tenere accesa almeno la fiammella della speranza dei playoff. Perché avanti di questo passo, c'è il rischio concreto che fra la terza e la quarta classificata si formi un divario superiore ai nove punti. E a quel punto, addio spareggi-promozione. Focus dunque sul gruppetto delle immediate inseguitrici. Dove nell'ultimo periodo sta brillando il Brescia, fra l'altro atteso domenica (nel posticipo televisivo delle 12.30: scelta che ha creato sconcerto e scontento…) dalla sfida con la capolista Sassuolo. Vincendo finalmente in trasferta (non accadeva dallo scorso primo maggio), la squadra di Calori ha confermato la costante crescita di rendimento che, a mio parere, deriva soprattutto dalle certezze tattiche che il tecnico ha saputo trasmettere fin dall'inizio ai propri giocatori. Un lavoro iniziato in sordina, complice il profondo rinnovamento dell'organico (con cessione di pezzi pregiati quali El Kaddouri, Jonathas e Leali) e l'affiorare di lacune a cui si è rimediato intervenendo in corsa (vedi l'innesto dello svincolato Stovini in difesa e quello di Corvia in attacco grazie al mercato "supplementare" aperto dal declassamento forzato del Lecce causa condanna in Calcioscommesse). Ma portato avanti senza grandi ripensamenti, convinto com'era Calori di avere gli uomini giusti per il suo 3-5-2, apprezzato marchio della casa. E i fatti gli stando dando ragione. Arcari in porta è una certezza; De Maio, Salamon e Stovini rappresentano una Maginot granitica, benché sempre inappuntabile quando viene puntata in velocità palla a terra; il pendolo di Zambelli e Daprelà dà ampiezza e profondità; la personalità e l'esperienza di Budel (nella foto, la sua gioia dopo il gol realizzato sabato al Manuzzi) hanno preso per mano i baby Lasik (92) e Bouy (93) rendendoli credibili cursori di centrocampo; Caracciolo e Corvia, in B, non si discutono, al di là di qualche errore di troppo nella mira; Saba sta dando espressione a qualità tecniche sopra la media anche se talvolta ancora macchiate da vene di insufficienza e di ingenuità. Può solo crescere, questo Brescia. Specie se qualche altro giovane, penso a Mitrovic e Benali, si deciderà a farci capire di che pasta è fatto. Restando alla zona-playoff, avevo promesso di sfiorare il tema-Varese, più volte ricorrente negli interventi dei lettori di questa rubrica. Sabato è arrivato un segnale "forte", ma aspetterei a parlare di guarigione completa dopo il lungo digiuno. Certo è che Castori ha ritrovato contro il Padova un'aggressività, una fisicità e uno spirito di sacrificio da tempo smarriti, specie sulle fasce (devastati Grillo e Nadarevic a sinistra). La giornata di grazia di Neto Pereira impone invece una seria riflessione: il fatto che sia giunta in coincidenza con l'assenza (per squalifica) di Ebagua, potrebbe non essere casuale. Perché è vero che il nigeriano si è dimostrato terminale imprescindibile, ma è altrettanto vero che la sua presenza è "ingombrante" (sia fisicamente che caratterialmente) e condiziona chi gli deve girare attorno, Neto Pereira in primis. Terzo kappaò consecutivo per la Ternana. Frenata troppo vistosa per essere ignorata, anche se i numerosi infortunati sono un alibi tutt'altro che irrilevante. Paradossalmente deve preoccupare che le sconfitte siano maturate lottando alla pari anche contro avversari di valore come il Verona. Non manca il gioco, tutt'altro. Mancano i gol, manca la finalizzazione di una manovra che convince fino alla trequarti, ma poi si scioglie come neve sotto il sole primaverile. Appena undici gol in quattordici partite: la Ternana ha il secondo peggior attacco della serie cadetta, alla pari con il Cesena, soltanto una rete in più del Lanciano. Ragusa ha smarrito le qualità espresse a Reggio Calabria, Alfageme è lontano parente dell'attaccante apprezzato a Grosseto, Maniero e Dumitru faticano a integrarsi. È questo il reparto su cui Toscano dovrà concentrare il suo lavoro. Chiudo con Novara e Pro Vercelli. Le ho viste entrambe in diretta, ospite come ogni settimana di un'emittente televisiva modenese che segue Modena e Sassuolo. Impressione davvero sconfortante. La Pro (fatti gli auguri di pronta guarigione ad Appelt che si è fratturato il perone) non è per ora formazione all'altezza della categoria: troppe amnesie in difesa, molle l'atteggiamento a centrocampo, impalpabile il contributo offensivo di Zigoni e Tiribocchi (irriconoscibile). Le gambe (e la testa) sono rimaste in Lega Pro. Non va certo meglio a Novara, con l'imberbe Faragò ('93 pure in possesso di qualche "numero") mandato allo sbaraglio sulla trequarti in una squadra vuota di idee e di energie. Bardi è l'unico a salvarsi in un grigiore preoccupante. C'è tanto da fare. Forse troppo. Gianluca Grassi Votate il nostro sondaggio sulla Serie B: quali squadre conquisteranno la promozione diretta in A?