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Europa League, di giovedì insignificanti e di trofei impolverati

Tornano in campo oggi in Europa League Inter, Lazio, Napoli e Udinese. Si sottolinea spesso come ci sia una profonda attenzione, in Italia, ma sembra anche nel resto d’Europa, per tutto ciò che ruota intorno al calcio. Dal massimo campionato nazionale, che catalizza gran parte dell’interesse dei media e dei club, alle competizioni internazionali, in primis la Champions League. Ciò che invece sembra apparire in secondo piano è l’Europa League, considerata come un ripiego per le squadre che non hanno raggiunto l’Europa che conta, e declassata dalle Società a distrazione dalle personali corse per raggiungere gli obiettivi. Ne è testimonianza non solo il fatto che spesso vengano schierate in campo le seconde linee, ma anche la scarsa attenzione che i media rivolgono alle competizioni del giovedì sera. O ancor più il dato preoccupante che le società coinvolte in questa Coppa Europea non si siano curate nemmeno di esporre il logo della Uefa a margine delle (poche) notizie relative alle gare giocate e in programma. Ebbene, niente a che vedere con l’ottusità italiota di un calcio relegato al week end o, al massimo, al martedì di Champions. La questione travalica i confini della nostra nazione, fino ad assumere caratteri europei, tanto che il Daily Mail ha recentemente pubblicato una sorta di inchiesta volta a capire le ragioni di questo collettivo atteggiamento denigratorio nei confronti dell’Europa League. La domanda è nata quando due club blasonati come Manchester City e Manchester United si sono ritrovati in Europa League, portando con loro i tifosi che avrebbero voluto comunque seguire la squadra. Peccato che anche Channel Five avesse scaricato il torneo. Ci ha pensato allora Villas Boas a difendere l’Europa League, sostenendo che è un titolo prestigioso e raccontando come la sua squadra stesse preparando la gara contro la Lazio. Insomma, non si tratta di un trofeo facile da vincere e allora perché è così trascurato? Nel 2009 si è tentato di cambiarne la formula, creando un sistema simile alla Champions League per l’accesso, ma il risultato è stato una copia a buon mercato della stessa. Da più parti è stato quindi suggerito di colmare il divario del premio in denaro tra Champions ed Europa League, ma forse basterebbe un gioco di memoria. Nella stagione 2009-2010 la Juventus di Blanc contro il Fulham registrò una di quelle sconfitte che ancora bruciano nella memoria dei tifosi bianconeri. Davide contro Golia. Finì 4-1 con Cannavaro espulso per fallo da ultimo uomo, e una disfatta che iniziò insieme con il fischio d’avvio di gara e la rete di Trezeguet, fino allo splendido pallonetto dell’americano Clint Dempsey. I tifosi della vecchia signora ricordano. Ma tra i sette gol più belli dell’Europa League c’è ancora l’azzurro: la rete messa a segno da Cavani in pieno recupero che regalò al Napoli di Mazzarri out per squalifica (in panchina c’era Frustalupi jr., figlio del grande Mario centravanti della Lazio scudettata del 1974), il passaggio del turno contro la Steaua. Chi ha poi dimenticato vittorie che hanno regalato un successo che ha fatto a battistrada a tecnici come Mourinho, che iniziò vincendo col Porto nel 2002, o Rafa Benitez che portò la Coppa la stagione successiva al Valencia? O ancora giocatori e allenatori che hanno raggiunto l’apice della carriera senza vincere la Champions League, lista in cui campeggia il nome dei campioni del mondo Ronaldo, Bergomi, Klinsmann e Thuram. L’Europa League ha dispensato emozioni, fama e splendore a tecnici e giocatori e meriterebbe un posto di rilievo anche negli obiettivi dei club. Visto anche che a causa dello scarso impegno delle nostre abbiamo già perso un posto in Champions sulla base del ranking UEFA. Stasera il Napoli tornerà in campo per disputare il terzo turno della fase a gironi dell’Europa League 2012-2013. In programma dalle ore 21,05 c’è infatti il match Dnipro-Napoli, con gli azzurri che dovranno fare a meno di Hamsik in quanto squalificato (ma con lui Mazzarri ha lasciato a casa mezza squadra). Sempre oggi al Meazza l’Inter rimaneggiata gioca la terza partita del girone H di Europa League contro il Partizan Belgrado (con cui i nerazzuri vinsero 3-0 nel 1990/91, gol di Matthaus, Bianchi e Mandorlini, arrivando fino alla Coppa superando la AS Roma nella doppia finale). Stramaccioni non potrà avere ancora una volta Chivu e Sneijder e potrebbe tenere a riposo Milito e Cassano. La Lazio sarà in trasferta ad Atene, con Vlado Petkovic che cambia squadra e strategia tenendo probabilmente a riposo Klose e ricorrendo a un ampio turn over. Un giovedì di grande, vero, calcio. Come ai tempi della Coppa UEFA.