Il risarcimento di Moggi e Giraudo

Il risarcimento di Moggi e Giraudo

Pubblicato il 18 ottobre 2012, 10:24

Calciopoli per sempre. Peccato che il Napoli non c'entri e che quindi la partita scudetto per avere un po' di polemica debba basarsi solo su qualche infortunio tarocco. Click dei siti web e vendite di giornali sono sostenute dalla Corte dei Conti, che in primo grado ha deciso che 14 fra i condannati per Calciopoli dovranno versare in totale quasi 4 milioni di euro alla Figc per i danni di immagine che i fatti emersi nel 2006 hanno procurato al calcio italiano. In realtà quei danni, visto che riguardano soprattutto reputazione a livello internazionale e incassi nel mercato italiano, sarebbero almeno di mille volte superiori ma, come si usa dire, è il principio che conta. Anche perché questi 4 milioni riguardano solo la parte 'arbitrale' dei condannati: in particolare gli ex designatori Paolo Bergamo (un milione di euro) e Pierluigi Pairetto (700mila), l'ex vicepresidente Figc Innocenzo Mazzini (700mila) e l'ex capo degli arbitri Tullio Lanese (mezzo milione). Il non detto della sentenza è evidente: il danno arrecato al calcio italiano da certi comportamenti è quantificabile, quindi in linea teorica ma anche pratica tutti i condannati per Calciopoli possono essere chiamati a rifondere la Figc e in generale il calcio italiano del danno procurato in termini di credibilità. E chi sono i principali condannati? Basandoci sulle pene, i radiati Luciano Moggi e Antonio Giraudo, rimpianti non solo da Andrea Agnelli (comprensibile, considerato che nel 1994 furono ingaggiati proprio da suo padre) ma anche da quei giornalisti alle vongole che da Moggi mendicavano raccomandazioni e battute e da Giraudo almeno un briciolo di considerazione (lui li disprezzava, giustamente: memorabile oltre che giusta l'idea di far pagare gli accrediti stampa). In altri termini, se a un ingranaggio (sia pur importante) del sistema viene chiesto un milione cosa bisogna chiedere a chi questo sistema lo gestiva? Insomma, non è finita. Senza contare che Abete ha in mano una sentenza che farà giuriprudenza e che gli consentirà di uscire dallo scacco in cui negli ultimi anni è stato messo. E non si parla solo della Juventus di ieri, visto che fra i condannati definitivi per Calciopoli ci sono Galliani, Della Valle, Lotito e vari altri protagonisti del calcio di oggi.

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