Brasile 2014. Il punto sulle qualificazioni

Brasile 2014. Il punto sulle qualificazioni

Pubblicato il 17 ottobre 2012, 10:52

La Germania che si fa rimontare quattro gol in casa (e in 28’) dalla Svezia. Il Portogallo che, tra le mura amiche, non va oltre l’1-1 con l’Irlanda del Nord facendosi raggiungere al secondo posto da Israele. La Francia che pareggia al 93’ in Spagna, mettendo in discussione il primato del girone. La Serbia che perde in Macedonia. La Russia che soffre fino alla fine contro l’Azerbaigian, salvandosi grazie a un rigore a 5’ dalla fine. Il martedì di qualificazione ha presentato ai tifosi di tutta Europa risultati inattesi, aspettando il recupero di oggi di Polonia-Inghilterra, fermata dal temporale. Tra l’altro, lo stadio di Varsavia avrebbe il tetto; peccato che l’abbiano lasciato aperto.

Ma la sorpresa più grande stava per arrivare dall’Olimpico di Serravalle: il San Marino ha sognato a lungo di ottenere il suo terzo punto nella storia delle qualificazioni (doveroso ricordare gli altri due: uno 0-0 con la Turchia sul cammino verso Usa ’94 e un 1-1 addirittura in trasferta contro la Lettonia nelle qualificazioni per Corea/Giappone 2002): il gol della Moldavia che ha tolto le speranze ai Titani è arrivato a 20 minuti dalla fine (su rigore).

Il 4-4 di Germania-Svezia è un risultato negativo per il Trap, che con la sua Irlanda aveva vinto poco prima contro le Far Oer. Quando la gara dell’Eire era terminata, la Svezia era sotto 4-0. Uno scarto che stava ponendo rimedio agli irlandesi per l’1-6 subito pochi giorni prima, sempre con la Germania. La storica rimonta di Ibra (un gol) e compagni è una mazzata per l’Eire, che dovrà prevalere contro gli svedesi nei confronti diretti.

Panchine bollenti per Danimarca e Scozia. Il Ct danese Morten Olsen (due punti dopo tre gare) non è preoccupato dopo l’1-3 subito con l’Italia nel desolante scenario di San Siro. Gli danno una mano i numerosi pareggi del girone, che mantengono la lotta per il secondo posto in equilibrio. La Scozia, con il ko in Belgio, saluta le residue speranze di agganciare un posto ai play-off. Craig Levein non ha intenzione di dimettersi: il popolo invoca a gran voce uno tra Kenny Dalglish, Gordon Strachan e Alex McLeish (sarebbe un ritorno).

Sugli altri campi, svanisce per l’Islanda la possibilità di balzare al comando del girone: la Svizzera si impone a Reykjavik per 2-0. Colpaccio della Grecia: l’1-0 in Slovacchia è un risultato che peserà sulla classifica del girone. Un’incognita l’Irlanda del Nord: 1-1 casalingo con il Lussemburgo, 1-1 esterno col Portogallo.  Qual è quella vera? La classifica direbbe la prima.

Non mancano punteggi fuori pronostico anche nelle altre confederazioni. In Nordamerica, clamoroso 8-1 dell’Honduras sul Canada in quello che era lo scontro diretto tra due nazionali in cerca di un posto nell’ultima fase di qualificazione. Per i Canucks, cui sarebbe stato sufficiente un pari, fine dei sogni. Le sei squadre che si contenderanno i tre posti (più uno) per il Brasile sono dunque Stati Uniti (che vincono col Guatemala, recuperando lo 0-1 iniziale che avrebbe sancito l’eliminazione!), Messico, Honduras, Costa Rica, Giamaica e Panama.

In Sudamerica, l’Uruguay cade in casa della Bolivia (4-1); passato il giro di boa del maxi-girone Conmebol, possiamo dire che dietro all’Argentina (2-1 in Cile), è piena bagarre per prendere i tre posti (più uno per i play-off) disponibili. Ora come ora, sarebbe qualificato anche il Venezuela: la Vinotinto è l’unica nazionale sudamericana a non essere mai arrivata ai Mondiali.

In Asia, siamo a metà del guado. I gironi (due da cinque squadre) promuoverebbero in questo momento Corea del Sud, Iran (1-0 rifilato ieri proprio ai sucoreani), Giappone e Australia (2-1 in rimonta negli ultimi 10 minuti in casa dell’Iraq), con la vincente dello spareggio Oman-Uzbekistan a contendersi la possibilità di giungere ai play-off contro la quinta sudamericana. A parte il Giappone di Zaccheroni, che sembra già a posto, non c'è nulla di certo.

In Oceania, procede a vele spiegate la Nuova Zelanda, 3-0 contro Tahiti (compagine che conosceremo meglio a giugno, in Confederations Cup): gli All Whites sono a punteggio pieno dopo quattro partite.

Giovanni Del Bianco @g_delbianco

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