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Le regole per Gigi Riva

Se non ci fosse stata di mezzo la Juventus l'espulsione di Brkic di domenica scorsa non avrebbe generato nemmeno l'1% del dibattito regolamentare che sta generando, con tanto di appelli all'International Board (che si riunisce in marzo, peraltro). Questa la doverosa premessa mediatica, che del resto vale per tutto visto che in Italia ci sono tre squadre che raccolgono insieme tre quarti del tifo e che si scrive per i lettori. Addetti ai lavori e ai livori quindi tutti d'accordo, da Blatter ad Abete passando ovviamente per la totalità dei portieri: la tripla sanzione (rigore, espulsione e squalifica) nel caso del fallo in area in caso di chiara occasione da rete va cambiata. Posizione populista, per usare un aggettivo tornato di moda, che sorprende ascoltare da persone di una certa età e che quindi hanno potuto guardare un po' di calcio prima di Italia '90 (il Mondiale in cui iniziò la svolta a tutela degli attaccanti), quando generazioni di giocatori lanciati a rete venivano sistematicamente abbattute e che solo una particolare violenza portava al cartellino rosso. Stiamo per dire che nel calcio attuale Gigi Riva avrebbe segnato 60 gol a stagione? Ecco, l'abbiamo detto. Meglio le regole odierne, anche se a livello filosofico premiano i simulatori e a livello pratico bisogna giudicare caso per caso. Nel caso di Brkic-Giovinco l'arbitro Valeri non aveva scampo: o ingoiava il fischietto o sceglieva di sanzionare il fatto come poi è avvenuto. La precedente formulazione della regola (''Fallo da ultimo uomo'') si prestava a zero equivoci, era chiarissima (in sostanza il portiere falloso era quasi sempre da espellere), mentre quella attuale (''Chiara occasione da gol") sembra fatta apposta per aizzare noi del bar. Perché Giovinco secondo noi poteva segnare, mentre secondo altri aveva subito prima un fallo da Danilo quando ancora non si era configurata l'occasione da gol e quindi pur dando il rigore si poteva evitare l'espulsione di Brkic ed optare per un più morbido 'giallo' a Danilo. Siamo nel pianeta delle discussioni cervellotiche, ma di due cose siamo sicuri: lo stesso episodio in Chievo-Atalanta non avrebbe generato nemmeno venti secondi di trasmissioni, ma soprattutto il calcio di adesso è più spettacolare di quello mitico 'di una volta'. Grazie anche a regole forse ingiuste. Twitter @StefanoOlivari