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Cassano azzurro finisce qui

Zdenek Zeman è l'icona del calcio pulito per tutti quelli che vorrebbero un calcio pulito, quindi non solo i tifosi della Roma, Cesare Prandelli vorrebbe tanto esserlo e di sicuro per i media lo è da anni. Il suo grande merito sarebbe quello di convocare i giovani, e pazienza se a trascinare il gruppo ci sono sempre Buffon, Pirlo e De Rossi, con i giovani convocati quasi per necessità (i vecchi si sono ritirati o stanno svernando lontano da occhi critici) e perché in Italia il concetto di giovane (tale è considerato il venticnquenne Giovinco) ha confini abbastanza vaghi, con il doganiere che nemmeno ti chiede la carta di identità. Questo non toglie che guardando le convocazioni per il prossimo doppio impegno della Nazionale, per le qualificazioni a Brasile 2014 venerdì a Sofia contro la Bulgaria e martedì a Modena contro Malta, si respiri un'aria di pulito che solo le squadre di tutti ( e quindi di nessuno) come le nazionali possono ormai dare. Al netto di chi non è stato chiamato per motivi fisici (tipo Balotelli, appena operato agli occhi) e del ritorno di Pazzini più per le sue caratteristiche che per quello che ha combinato nell'ultimo anno, l'unica notizia è l'esclusione di quel Cassano sul quale all'Europeo il c.t. aveva investito tantissimo sia tecnicamente (sacrificando Giovinco, Di Natale e Borini) che umanamente, venendo ripagato pochissimo. Qualcosa del genere era accaduto nell'Europeo precedente a Donadoni, che però non aveva avuto il tempo di non convocare più Cassano, visto che era stato Incredibilmente (la sconfitta con la Spagna nei quarti era arrivata solo ai rigori) sacrificato sull'altare del disastroso Lippi-bis. Insomma, la storia azzurra dell'ormai trentenne Cassano finisce qui e non solo perché è probabile che venga risucchiato nei problemi dell'Inter. Un peccato perché è in pista dal 1999 e le occasioni non gli sono mancate. A suo sfavore ha giocato il suo essere troppo 'vero' e diretto nei rapporti umani, in un mondo che premia l'ipocrisia e il profilo basso, ma di uno che ha giocato in Roma, Real Madrid, Sampdoria, Milan e Inter tutto si può dire tranne che sia stato un perseguitato come altri personaggi. Zeman è l'icona del calcio pulito, come molte curve hanno in mente di scrivere sui loro striscioni durante tutta questa stagione (ha iniziato quella dell'Inter), Cassano lo è solo di Cassano. Relativo genio, sregolatezza molta meno di quella che si crede, condizioni fisiche spesso insufficienti per il calcio di oggi, personalità superiore alla media. La sua clamorosa adolescenza nel Bari sembra ieri, ma siamo già ai bilanci. Twitter @StefanoOlivari