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Redazione

6 aprile 2012

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“A oggi mi sono fatto 17 anni da disgraziato e 9 da miliardario; me ne mancano ancora 8 prima di pareggiare”. Così spavaldamente dichiarava Antonio Cassano a Fabio Fazio a “Che tempo che fa” mesi prima che gli arrivasse a ciel sereno la tegola di quella piccola ma pericolosissima malformazione cardiaca che il 29 ottobre scorso, al ritorno della trasferta del Milan a Roma, gli aveva  procurato una sofferenza cerebrale su base ischemica e messo in dubbio, forse per sempre, la sua carriera agonistica. E non solo. Operato con successo pochi giorni dopo gli accertamenti diagnostici, il 4 novembre, presso l’Unità di Cardiologia del Policlinico di Milano, il 3 aprile Cassano ha riottenuto l’idoneità medico-sportiva e ha ricominciato, non senza una certa emozione e “paura”, ad allenarsi con i suoi compagni di squadra. Non c’è dubbio quindi che è questa, proprio questa, la notizia positiva della settimana pallonara. Una settimana che invece ha dovuto digerire quotidianamente i sempre maggiori e potenti veleni del nuovo atto, l’ennesimo purtroppo, di calcio-scommesse. A questo punto però, quello che ci viene in mente è la domanda delle domande: quale Fantantonio verrà restituito al mondo agonistico, dei tifosi, dei media e della vita di tutti i giorni? Senza rimpiangere minimamente il Cassano più trasgressivo che gli ha limitato sensibilmente la carriera (quello delle famose “Cassanate” e delle merendine “pantera rosa” di Madrid che l’avevano fatto ingrassare in modo imbarazzante), siamo curiosi di capire e di vedere come il ragazzo di Bari Vecchia tornerà in campo. Ovvero se al di là delle sue naturali stramberie, manterrà o meno il suo estro e la sua imprevedibilità in campo. Caratteristiche tecnico-tattiche che l’hanno reso uno dei pochissimi veri fantasisti in attività e un giocatore importante anche in chiave azzurra. Soprattutto in vista degli imminenti Europei di Polonia e Ucraina. Il Ct dell’Italia, Cesare Prandelli, è in ansia. Infatti, la possibilità di avere a disposizione il giocatore barese, toglierebbe a Prandelli tanti dubbi e ridarebbe alla sua Selezione quella agilità e imprevedibilità tattica che potrebbero aumentare di non poco le chance di successo finale per i destini europei degli azzurri. Ma al di là di tutti questi ragionamenti estremamente sportivi, quello che sarà importante per Cassano, uomo compreso, è ritrovare una serenità quotidiana, una normale spensieratezza di vita. Ritornare, in definitiva, a riassaporare con semplice naturalezza tutti gli aspetti della vita. Quelli che prima del 29 ottobre scorso neanche valutava e che invece, ancor oggi, ne siamo sicuri, lo fanno sorprendere e lo fanno sobbalzare con terrore, come in un incubo che non finisce mai. Pier Paolo Cioni [poll id="44"]

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