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Lotito il risparmiatore

Redazione

12 marzo 2012

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Invece di 2 anni, la condanna per aggiottaggio e ostacolo agli organi di vigilanza a Claudio Lotito sarà di 18 mesi: questo ha deciso la Corte di Appello di Milano e vedrete che qualcuno la presenterà, senza vergognarsi, come una mezza vittoria del presidente della Lazio. Già, la Lazio. Stiamo parlando di questa vicenda non perché appassionati di cronaca giudiziaria, ma perché c'entra il calcio. E in particolare il mitico e mitizzato calcio in Borsa, quello che alla fine degli anni Novanta avrebbe dovuto rendere più serio tutto lo sport sulla spinta degli innovatori Cragnotti, Sensi e Agnelli. Peccato che la Borsa, non solo in Italia e non solo per le società calcistiche, sia un modo formalmente legale di togliere soldi a piccoli e medi risparmiatori senza che i principali azionisti perdano il controllo o debbano rendere conto a qualcuno per le proprie azioni. Il cosiddetto 'parco buoi', a volte avido ma più spesso semplicemente disinformato, subisce le fluttuazioni del mercato comprando al picco massimo di un'azione e vendendo in perdita: non è sempre così, ma basta una piccola percentuale di persone che ragionino in questa maniera per far prosperare i furbi in giacca e cravatta. Ma torniamo a Lotito, (ri)condannato insieme a Roberto Mezzaroma (un anno e due mesi) per fatti del 2005. Mezzaroma che fra l'altro è un quasi parente, essendo zio della moglie di Lotito (e anche dell'attuale presidente del Siena, Massimo, che però non è fratello di Cristina: sembra Dynasty...) Secondo l'accusa, tra il presidente laziale, autodefinitosi qualche anno fa 'moralizzatore' e il costruttore Mezzaroma, ci sarebbe stato un presunto accordo occulto per evitare il lancio dell'offerta pubblica d'acquisto sui titoli della Lazio. Un accordo che secondo l'accusa portò l'imprenditore Mezzaroma ad acquistare il 14,6% di azioni della Lazio, per conto di Lotito. In tal modo il patron non sarebbe figurato come reale titolare del pacchetto azionario, in base al quale avrebbe dovuto invece lanciare l'Opa obbligatoria dopo il superamento del 30% delle quote. Opa sta per offerta pubblica di acquisto: in pratica il parco buoi avrebbe beneficiato (essendo l'Opa lanciata ad un prezzo superiore al valore borsistico) della valutazione data da Lotito alla società, evitando di vivacchiare fra gli alti e i molti bassi della Borsa. Un bel risparmio per Lotito, comunque la si voglia vedere, con il risparmiatore-tifoso ancora una volta all'oscuro di tutto. Twitter @StefanoOlivari

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