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Il Milan deve multare Ibra

Se Silvio Berlusconi è ancora il grandissimo presidente di calcio che è stato e l’imprenditore che è riuscito a calamitare per vent’anni un intero Paese, oggi dovrebbe mandare un bellissimo mazzo di rose - lui uomo sensibile all'importanza delle donne - a Vera Spadini. Con una semplice frase nel biglietto: “Il Milan si scusa con lei". Quello che si è compiuto ieri a San Siro è stato uno degli spettacoli più deprimenti, imbarazzati e stupidamente violenti cui abbia assistito negli ultimi anni. Non si è trattato della solita rissa tra giocatori, della minaccia all’arbitro o dello schiaffo ribaldo appoggiato da Ibra a un avversario, specialità nella quale Zlatan eccelle da anni. È stato un abominio nei confronti di una donna e di una lavoratrice, l'atto di arroganza contro una persona indifesa. Che idiozia invitarla a cucinare. Come se uno chiedesse a Ibra di aprire un libro. Nemmeno nel ghetto cui Zlatan si sente appartenere è ammesso una simile strafottenza nei confronti di una donna. «Cazzo guardi?» le ha sputato addosso, prima di tirarle persino il fermacapelli. La risposta più corretta della Spadini sarebbe dovuta essere una e una soltanto: «Guardo te, cioè un incivile». Invece il lavoro obbliga a ingoiare spesso rospi schifosi, alcuni davvero indigesti. Ma ogni anno la razione è sempre più grossa e alle fine ci si abitua a tutto. Mi è sembrato addirittura di udire una risata mentre Ibra offendeva l’interlocutrice. Se è vero, magari solo per accattivarsi le simpatie del campione, è un altro, ultimo segno di fine del mondo. Per carità: i giornalisti hanno mille limiti, spesso inzuppano il biscotto nella polemica, ma ormai è diventato una infamia lavorare nell’ambiente del calcio. Ogni domanda accende reazioni stizzite, incazzose. Per rivolgere una domanda a un tecnico appena sconfitto 4-0, devi prima premettere che la sua squadra ha giocato benissimo e che è stata solo sfortuna, giusto a quel punto puoi azzardare una leggerissima, vaga critica. In fin dei conti, la rabbia di Ibrahimovic nei confronti dell’intervistatrice era scattata per una domanda semplice, persino banale: capire se il dissenso tra lui e Allegri fosse rientrato. In settimana non si era parlato d’altro, compresa l’apertura della Gazzetta dello Sport di giovedì. Spadini non si era inventata nulla, insomma. Sin qui arrivano le responsabilità di Ibrahimovic, educato unicamente nei piedi. Il proseguio sarà del Milan. Il comunicato sul presunto chiarimento telefonico non vale nulla per me, è omeopatia. Bisogna scusarsi, in modo netto e chiaro, prendendo le distanze dal proprio calciatore ed evitando scelte pilatesche come quelle di ricorrere in suo favore per lo schiaffo ad Aronica. All’estero non si fa. Ma anche nel Milan di un tempo, popolato di campioni non meno grandi come Baresi, Van Basten e Maldini, certi episodi non sarebbero potuti accadere. Ci dimostrino Galliani, Berlusconi o chi per essi che il Milan vale ancora più di Ibrahimovic. Qualcuno multi lo svedese. twitter@matteomarani Il filmato: http://www.youtube.com/watch?v=0YikRRownJQ