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Villas Boas non è Mourinho

Redazione

5 marzo 2012

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Cos'hanno in comune Claudio Ranieri a André Villas-Boas? Con una facile battuta, potremmo dire che saranno i prossimi due allenatori esonerati da Massimo Moratti (che come tutti i padroni non può esonerare sé stesso, ma forse potrebbe iniziare dai suoi consiglieri di mercato invece che dall'allenatore). In realtà, guardando a questa stagione, con età è prospettive diverse hanno condiviso il destino di di gestire la fine di un ciclo di squadre che nei cinque-sei anni precedenti sono state ai vertici in patria e in Europa. Situazione evidente nel caso dell'Inter, ma anche in quella dell'allenatore più pagato del mondo: non tanto per l'ingaggio, comunque notevole, quanto per l'indennizzo di 15 milioni di euro versato l'estate scorsa al Porto. Terry, Lampard e Drogba hanno nel loro ambiente lo status di Zanetti e Cambiasso, con tutto quel che ne consegue: discorsi già fatti per tutte le fini di ciclo. Certo è che, risultati a parte (sia in Premier League che in Champions sono lì da vedere), negli ultimi tempi l'allenatore portoghese ha perso un po' la testa dimostrando di non reggere certe pressioni: quasi mai vincente contro le grandi (sconfitte con Manchester United a Old Trafford, in casa con l'Arsenal e il Liverpool, l'unico successo ottenuto con il City fino a quel momento imbattuto), quasi mai convincente con le medio-piccole, con molti problemi nel gestire giocatori di nome. A un certo punto l'ex tattico di Mourinho nella sua prima stagione interista (2008-09) ha perso il controllo della situazione, al punto che i vecchi dello spogliatoio si sono recati personalmente da Abramovich per metterlo in discussione dal punto di vista tattico e umano. La fine della sua era al Chelsea non è arrivata con l'esonero e la sostituzione con Roberto Di Matteo, ma con la formazione di Napoli (Essien, Cole, ma soprattutto Lampard in panchina), che ha irritato non solo i vecchi ma anche lo stesso Abramovich. Adesso non sappiamo se Villas Boas sarà il prossimo allenatore dell'Inter, non vendiamo certezze che non abbiamo, ma di sicuro lì ritroverebbe logiche non molto diverse da quelle che hanno chiuso la sua avventura al Chelsea. Per entrambi gli ambineti, ma non solo per questi, il migliore rimane Mourinho. Villas Boas ha sempre tenuto a rimarcare la differenza, tecnica e umana, dal maestro (entrambi sono comunque nati con Bobby Robson). E' vero, sono differenti. E non certo perché Villas Boas capisca tatticamente di calcio meno di Mourinho. Twitter @StefanoOlivari

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