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Il playmaker Lucio Dalla

Redazione

1 marzo 2012

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Addio al musicista Lucio Dalla, monumento italiano quando era vita e quindi non bisognoso di coccodrilli glorificanti. Addio anche allo sportivo Lucio Dalla, primo fra i cosiddetti cantautori (definizione che gli stava non stretta, ma strettissima) a venire dal mondo dello sport senza vergognarsene. Oggi un atteggiamento scontato, negli anni Sessanta ma soprattutto Settanta invece no. Lo sport del cuore di Dalla è sempre stato il basket, avendolo giocato da ragazzo (non millantava, visto che ha frequentato i campetti fino a pochi anni fa), ovviamente come playmaker (''Mi ha fregato solo l'altezza'', ripeteva spesso), e seguito da adulto con una passione enorme per la Virtus Bologna nelle sue varie incarnazioni: da quella gloriosa di Danilovic ad altre meno scintillanti. Seguiva il calcio giusto in quanto italiano, ma con ironico distacco (anche se aveva l'abbonamento al Dall'Ara, che si vantava di pagare senza scroccarlo a nessuno), spesso insieme all'amico Gianni Morandi, mentre lo attraevano due sport che hanno segnato la storia dell'Italia e del suo immaginario popolare: il ciclismo e soprattutto l'automobilismo (facile ricordare la sua 'Nuvolari'). Mancherà all'Italia, mancherà alla Virtus. Twitter @StefanoOlivari

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