Giornale di critica e di politica sportiva fondato nel 1912

Unicità di Mourinho

Redazione

20 febbraio 2012

  • Link copiato

Non si accettano scommesse su cosa abbia fatto arrabbiare di più Massimo Moratti durante Inter-Bologna. Non il crollo di una squadra schiacciata dall'età dei suoi (ex) campioni e dalla scarsezza, ad alto livello, dei suoi giovani: perdere fa parte del calcio ed è una situazione che il presidente nerazzurro ha conosciuto bene nel passato in tutta una serie di campionati da asteriscare (altro che stagione 2004-2005), dove situazioni extra-calcistiche si erano mescolate a errori suoi e degli uomini da lui scelti. La cosa che lo ha fatto impazzire sono stati i cori pro Mourinho, non degli ultras ma della maggioranza di solito silenziosa. Non era semplice rimpianto per il passato recente, ma per una modalità di gestione che dà la sensazione che si stia andando in una direzione precisa. Cosa che nell'Inter morattiana è stata possibile solo con allenatori di grande personalità, dei quali Moratti subiva il carisma: Roberto Mancini, sempre inseguito e mitizzato come giocatore, e appunto Mourinho. La cui unicità non sta solo nel vincere, perché tutti i grandi allenatori che hanno allenato club ricchi hanno vinto trofei importanti (Guardiola, Ancelotti, Ferguson, Lippi, Benitez, eccetera), ma nel costruire un ambiente unito in posti dove l'individualismo l'aveva sempre fatta da padrone. Lo fa usando metodi di psicologia elementare, dalla creazione di un nemico anche quando non c'è alla difesa dei 'cattivi' passando per il posizionamento mediatico da outsider anche quando sulla carta sarebbe favorito, ma lo fa benissimo. In posti con un grande passato, dove tutti sono maestrini, come il Porto, l'Inter e il Real Madrid. Ma anche in squadre che la nobiltà dovevano guadagnarsela, come Il Chelsea, che non a caso lo rivorrebbe. Nei posti del primo tipo è fisiologico che i dirigenti pavoni dopo un primo momento di luna di miele comincino a detestarlo (l'Inter 2008-2010 la definireste Inter di Mourinho o Inter di Moratti?), in quelli del secondo invece al netto delle incomprensioni siamo in zona statua equestre. Concludendo? Moratti sa di aver fatto un enorme errore nel non costringere Mourinho a rispettare un contratto, ma non ammetterà mai di averlo lui stesso accompagnato all'uscita. Soprattutto non ammetterà mai che sul pianeta Terra è l'unico allenatore che può far funzionare l'Inter oltre il livello degli onorevoli piazzamenti. Poi per prendersi qualche complimento interessato possono bastare anche Corvino e Baggio. Twitter @StefanoOlivari

Condividi

  • Link copiato

Commenti

Loading...





















Leggi Guerin Sportivo
su tutti i tuoi dispositivi