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I Giochi di Malagò e Sensi

Redazione

15 febbraio 2012

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Con il mancato sostegno del governo alla candidatura italiana ai Giochi Olimpici, già di suo con meno possibilità di vittoria rispetto a Tokyo e Madrid (per non dire del sostegno tedesco a Istanbul o dei soldi no limits del Qatar), l'Italia ha autocertificato la sua morte. Senza capacità progettuale e senza tensione verso un futuro presunto migliore, una nazione è solo un conglomerato amministrativo. Insomma, una corsa con poche speranze sarebbe stata meglio di nessuna corsa ed è per questo che la scelta di Monti è sembrata un po' notarile. Questo per l'aspetto ideologico della vicenda, mentre quello finanziario si presta a poche discussioni. Pur avendo Roma già quasi il 70% degli impianti pronti, organizzare l'evento sarebbe costato secondo il preventivo più ottimista 9,8 miliardi di euro. Le uniche entrate certe sarebbero state i 2 miliardi derivanti da diritti televisivi, sponsorizzazioni e vendita biglietti. Il resto sarebbe dovuto arrivare da operazioni immobiliari, come la vendita del villaggio olimpico, e contributo statale più o meno mediato dal CONI. Traduzione: nell'ipotesi più ottimistica lo Stato avrebbe dovuto tirare fuori 7 miliardi di euro. Non tutti a fondo perduto, visto che nel calcolo erano comprese infrastrutture che sarebbero rimaste per sempre a Roma, ma di sicuro rivedibili verso l'alto potenzialmente all'infinito. Giochi a costo zero, giusto uno slogan per tifosi: purtroppo non siamo nella reaganiana (anche se i Giochi furono assegnati agli Usa quando presidente era Jimmy Carter) Los Angeles 1984. Non si sta parlando di cinque piscine, ma di un pianeta che per due settimane si trasferisce in una città: una volta che sei dentro non puoi dire di no praticamente più a niente, come la montezemoliana Italia Novanta dimostrò a suo tempo. Insomma, alla fine avremmo visto spese dell'importo di 3 o 4 manovre finanziarie 'lacrime e sangue' per far gestire tutto dai Malagò, dalle Rosella Sensi e da tutti quei personaggi che spuntano un po' per ogni incarico senza avere alle spalle grandi successi. Il fatto che quasi tutti le forze politiche fossero a favore dei Giochi conferma poi i peggiori sospetti, insieme alla composizione del comitato per Roma 2020: un vero Manuale Cencelli dei poteri forti. Conclusione: ci dispiace che nella nostra vita non vedremo mai un'Olimpiade estiva in Italia, ma siamo anche contenti di non pagare tasse per mostri inutilizzati e 'magnager' che, siamo sicuri, troveranno altre poltrone meno dannose per la collettività. Twitter @StefanoOlivari [poll id="39"]

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