Denunciare un fatto contrario alle regole significa fare la spia. Non sono le reazioni di un quartiere di camorra o di un paesino mafioso, ma di quella che viene definita una delle prime aziende (come del resto camorra e mafia) d'Italia: il calcio. Stiamo parlando della ditata, manatina, buffetto o come lo vogliamo chiamare (secondo noi nulla) di Ibrahimovic a Storari, mercoledì nel Milan-Juve di Coppa Italia, e di come una normale risposta a un giornalista (nemmeno una richiesta di punizione nei confronti del presunto colpevole, che pealtro salrebbe stata anch'essa legittima) sia stata catalogata dagli esponenti di entrambe le squadre. Non che un caso analogo in Lecce-Chievo sarebbe stato giudicato diversamente, però il marketing giornalistico ha le sue regole e di Milan-Juve noi scriviamo. Prima Galliani e Ambrosini (il primo con toni soft, il secondo parlando direttamente di 'spia') hanno invitato Chiellini a farsi i fatti propri, adesso dopo un imbarazzanto e imbarazzante silenzio è arrivata la reazione ufficiale della Juventus per bocca di Marotta: ''Chiellini non ha fatto la spia, ha solo risposto alle domande dei giornalisti''. Quindi denunciare un presunto torto subito è fare la spia (tutti d'accordo, noi uomini di calcio), ma essere sollecitati a farlo dai giornalisti cambia i termini della questione. E stiamo parlando di una cosa evidentemente di poco conto (il gesto di Ibrahimovic non è nemmeno paragonabile a quello di tre giorni prima riservato ad Aronica), a nostro parere nemmeno meritevole di squalifica da prova tivù, una cosa buona giusto per riempire qualche ora di vita (vita?) di giornalisti e tifosi. Ben più pesanti sarebbero state le reazioni ad una denuncia di accordi o di rottura di patti, per non parlare degli insulti (non necessariamente razzisti, non è che la madre o la sorella valgano meno della razza) dove oltretutto la tivù non può chiarire la situazione più di tanto: l'ha fatto nel caso Suarez-Evra, ma di solito il labiale non permette di andare al di là dell'intuizione. Conclusione? Farsi i fatti propri, anche contro gli interessi propri e della propria squadra. Si vivrà più tranquilli.
Twitter @StefanoOlivari