Qualcuno può davvero credere che Fabio Capello si sia giocato l'Europeo con l'Inghilterra (ma non tutti i soldi residui del contratto, visto che lui e la Football Association avrebbero transato) solo per una questione di principio? Nel caso, i gradi di capitano tolti dalla federazione, su suggerimento del governo inglese, a John Terry per la vicenda dei presunti insulti razzisti ad Anton Ferdinand, che verrà analizzata in un processo solo il prossimo luglio... Uno che non si è fatto problemi a lavorare con Moggi e Giraudo è diventato di colpo sensibile ai grandi temi del diritto? Oltretutto ben sapendo che in ogni caso Euro 2012 sarebbe stato per lui il capolinea come c.t. inglese. Solo gli eventi dei prossimi mesi spiegheranno queste clamorose dimissioni concordate, che rimettono sul mercato un personaggio di intelligenza e cultura superiori a quella dell'uomo di calcio medio. Di sicuro giocarsi Euro 2012 non gli avrebbe precluso la possibilità di firmare per un grande club come allenatore 2012-13, quindi è possibile che in cantiere ci sia qualcosa d'altro. O un ruolo dirigenziale, e qui vale davvero tutto dalla Juventus in giù (ma non troppo), oppure una pensione dorata a Marbella in attesa di qualcosa di davvero stimolante.
Finora l'unica esperienza dirigenziale di Capello risale ai tempi della Polisportiva Milan, dopo la sua prima vita da allenatore sulla panchina rossonera (sostituzione di Liedholm con vittoria nello spareggio Uefa con la Sampdoria di Vialli e del detestato, fin dai tempi del Bologna, Mancini). Parliamo quindi del periodo 1987-1991, quello per molti aspetti del Berlusconi 'vero' delle spese no limits non solo nel calcio ma anche in sport dove per dominare sarebbe bastato molto meno di Berlusconi: rugby, pallavolo, hockey su ghiaccio, baseball, con il basket (l'Olimpia, cioé l'odierna Armani) comprato ma poi lasciato per il ripensamento dei Gabetti. Capello mostrò buone doti organizzative, ma in contesti dove i concorrenti erano quasi tutti di piccola taglia.
Poi nel 1991 fu chiamato a rimpiazzare Sacchi, specializzandosi in campionati ma facendo di solito pena (tranne che con 'quel' Milan, che ebbe l'umiltà e l'intelligenza di far andare con il pilota automatico) in Europa. A 66 anni forse è più naturale dare ordini da una scrivania che sbracciarsi al freddo richiamando ragazzini tatuati, di sicuro in questo senso Capello merita una grande chance e probabilmente ce l'ha già in mano. Gli allenatori dei club iniziano a lavorare a luglio, i dirigenti a febbraio.
Twitter @StefanoOlivari