Giornale di critica e di politica sportiva fondato nel 1912

Il calcio di Novantesimo Minuto è morto

Redazione

5 febbraio 2012

  • Link copiato

L'ultima giornata di serie A ha dimostrato che il calcio di Novantesimo Minuto è finito e che in fondo non è un'epoca da rimpiangere, nonostante la nostalgia sia un genere giornalistico dove si colpisce a botta sicura: perché nella peggiore delle ipotesi eravamo tutti più giovani e chi non era ancora nato può mitizzare ciò che non ha vissuto. Non ci riferiamo ovviamente alla storica trasmissione Rai, tornata d'attualità perché l'asta per le prossime stagioni di calcio televisivo in chiaro (non solo Novantesimo, quindi) è in pratica andata deserta: con la Rai che ha offerto meno della metà di quanto paga oggi (25 milioni di euro), Mediaset niente e gli altri operatori che sono rimasti alla finestra puntando in futuro a singole parti di quello che è l'unico calcio visibile per quasi 20 milioni di famiglie italiane. Ma dicevamo del campionato... se il programma del vituperato telecalcio non fosse stato stravolto dalla neve ma soprattutto da una irrazionale paura del freddo (il limite Uefa è meno 15 gradi, per dire), avremmo potuto vedere tutte le immagini della Roma che travolgeva l'Inter, della Juventus che assediava il Siena e di un Milan-Napoli tesissimo e suo modo spettacolare. Invece no: salti su ogni canale, vedendo male non solo le tre partite citate. Cosa ci sarà stato di bello nel poter vedere al massimo una partita per turno di campionato... Quella che si giocava sotto casa, aspettando la differita di un tempo di una partita scelta da altri. Novantesimo minuto ha ancora senso di esistere, perché non esistono solo le 5 milioni di famiglie con la tessera di Sky e i 3 milioni con quella di Mediaset Premium, ci vuole rispetto (da parte delle tivù, ma anche del calcio che deve la sua fortuna al fatto che tutti ne parlino) per una fascia di pubblico che non ritiene opportuno, per molti motivi (e non solo perché non ha i soldi), riempire la propria vita di abbonamenti a qualcosa. Non ha invece più senso, ma non ce l'aveva nemmeno all'epoca, la programmazione del calcio legato all'età dell'oro della trasmissione: seconda metà dei Settanta e tutti gli Ottanta. Poter vedere cinque partite in diretta ad ogni turno non significa doverle vedere, ma già la possibilità è un piacere. Conclusione: l'Italia di Novantesimo minuto esiste ancora, ma il calcio di Novantesimo Minuto è morto insieme a tutte le sue figurine. Twitter @StefanoOlivari

Condividi

  • Link copiato

Commenti

Loading...





















Leggi Guerin Sportivo
su tutti i tuoi dispositivi