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Gli Schettino che incontriamo

Redazione

18 gennaio 2012

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Da giorni, fisso su Sky Tg 24, non riesco a distaccarmi da quanto è successo venerdì notte all’Isola del Giglio. Quanti comandanti Schettino abbiamo incontrato nella nostra vita? Tanti. Per fortuna non abbiamo mai avuto bisogno di loro nel momento della disperazione, perché saremmo rimasti soli come quelle centinaia di naufraghi che invocavano aiuto, che cercavano una fuga dall’inferno a bordo del mostro piegato. Schettino è soltanto un carattere italiano, una maschera tragica di questo strano Paese, che unisce il coraggio e il senso del dovere di un De Falco con questo assurdo comandante della Concordia. Gradasso, spavaldo, inadeguato. È quello che si gira dall’altra parte davanti alla disperazione altrui, cui manca il senso di responsabilità nell’ora decisiva, delle scelte importanti. Non era dotato di serietà, un bambino egoista e piagnucolante. Vanaglorioso e incapace. L’inchino e la fuga. Talmente assurdo e patetico da cercare un taxi per dileguarsi dal luogo del delitto, come una marachella da nascondere sotto il tappeto. Non so se capirà cosa ha fatto, ma se così fosse, saranno momenti duri per lui.

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