Da Alex Ferguson a Xavi, passando per i quattro amici al bar, è il momento di inneggiare a Lionel Messi. Non perché il terzo Pallone d'Oro assegnatogli dalla Fifa sia stato una grande sorpresa, ma perché nessuno dei suoi diretti concorrenti nella corsa per il migliore di tutti i tempi era mai stato così celebrato a soli 24 anni. Con l'inizio del declino, suo e di un Barcellona che sarebbe folle lasciare (infatti non lo lascerà mai) che appare lontanissimo... L'allenatore del Manchester United ha collocato Messi fra i giocatori che hanno segnato un decennio, quindi nella stessa categoria dei Di Stefano, dei Pelé, dei Cruijff e dei Maradona, mentre il compagno nel Barcellona è andato più in là prevedendo che a fine carriera sarà considerato il più grande di sempre. Ogni giudizio è drogato dalle impressioni più fresche, però si può ricordare che a 24 anni Di Stefano faceva sì mirabilie, ma nei Milionarios di Bogotà, che Cruijff aveva appena vinto la prima delle sue Coppe dei Campioni con l'Ajax (messi è a quota tre), che Maradona aveva nel suo palmares solo un campionato metropolitano (torneo che è scomparso da quasi trenta anni) con il Boca e tre coppette con il Barcellona (senza il famoso infortunio la storia sarebbe stata però diversa) e che solo Pelé per classe e importanza nelle vittorie della sua squadra può essere a parità di età considerato superiore a Messi, mettendo insieme Coppe Libertadores, Intercontinentali, campionati paulisti (quello nazionale all'epoca in Brasile non esisteva) e soprattutto due Coppe del Mondo: quella di Svezia 1958 vinta da ragazzino prodigio, quella di Cile 1962 da leader non giocante (si fece male alla seconda partita, contro la Cecoslovacchia, dopo che nella prima aveva fatto vedere cose eccezionali e per fortuna registrate). Conclusione? Pelé rimane superiore a Messi, gli altri grandissimi sono affiancati tecnicamente e superabili con un titolo mondiale (non impossibile) vinto con l'Argentina. Il limire di Messi? Forse lo stesso di Di Stefano: straordinari campioni, ma punti di riferimento solo in campo. Pelé, Cruijff e più di tutti Maradona sono stati icone al tempo stesso culturali e popolari, ragazzi-uomini che hanno segnato la loro epoca non solo per gol e trofei alzati. Ma il carisma, come il coraggio, se uno non ce l'ha non è che se lo possa dare.
Twitter @StefanoOlivari