Di premi e riconoscimenti ne ha avuti tanti in carriera e ovviamente tutti sono stati graditi alla bandiera juventina Del Piero, come riteniamo lo sia anche quest’ultimo, il Globe Soccer Awards alla carriera. Una specie di Pallone d’oro mondiale arrivato alla sua terza edizione (alla seconda per quanto riguarda gli Awards del calcio). Il palcoscenico è quello di Dubai, negli Emirati Arabi, in occasione della sesta International Sports Conference del Dubai Sport Council. Presenti presidenti, giocatori e agenti da tutto il mondo.
Il riconoscimento è stato particolarmente gradito da Alex che, da un punto di vista agonistico, non sta attraversando un periodo felicissimo: il suo impiego in campo è con il contagocce e non sembra rientrare nei piani del nuovo allenatore della Juve, nonché suo ex-compagno di gioco, Antonio Conte.
E proprio dal palco d’onore di Dubai, che ha condiviso con l’asso portoghese del Real Madrid, Cristiano Ronaldo (premiato come miglior calciatore-bomber e come atleta dalla maggiore attrazione mediatica dell’anno), l’attaccante bianconero ha annunciato la sua intenzione di continuare a giocare ancora per molti anni: “dieci o forse cinque; le mie gambe sono come quelle di un ragazzino e quindi non me la sento di smettere”, dice più o meno scherzando. Un messaggio a Conte, alla dirigenza juventina o semplicemente al mondo pallonaro per chi vorrà servirsi ancora delle sue doti tecniche, agonistiche e perché no, umane.
A Dubai è stato premiato anche come miglior agente dell’anno il portoghese Jorge Paulo Agostinho Mendes che tra i suoi assistiti troviamo, per fare alcuni nomi, Luis Felipe Scolari, José Mourinho e Cristiano Ronaldo. Da non dimenticare poi il podio più alto del Barcellona come miglior club per mercato e risultati e il premio alla carriera per il dirigente sportivo e imprenditore portoghese Jorge Nuno de Lima Pinto da Costa. Quest’ultimo attuale presidente del Porto (lo era anche ai tempi di Mourinho) e vincitore di sette titoli nazionali (cinque consecutivi), di due Coppe dei Campioni, di una Intercontintale, di una Uefa, solo per citare i trofei più importanti. Un’unica ombra nella carriera di questo dirigente portoghese, la squalifica per due anni per illecito sportivo operata a suo carico dalla federazione lusitana al termine delle inchieste sulla stagione 2003-04 che portò anche la penalizzazione di sei punti per il Porto.
Pier Paolo Cioni
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