Giornale di critica e di politica sportiva fondato nel 1912

Messi e Maradona: chi l'erede di chi

Redazione

27 dicembre 2011

  • Link copiato

Sono entrambi argentini e non sono proprio dei corazzieri. Tutti e due non arrivano a 170 cm, ma sono stati e sono ancora, in un caso (quello in attività), due campionissimi. Ci si conceda il superlativo. Di chi stiamo parlando? Naturalmente di Diego Armando Maradona (165) e Lionel Messi (169). E infine tutti e due hanno vestito la casacca del Barcellona e il piede principale è quello sinistro. Termina qui l’analogia agonistica di questi due fuoriclasse sudamericani. Infatti, mentre il grande Diego ha trovato la sua consacrazione in Italia e nel Napoli di Corrado Ferlaino degli Anni 80 (dal 1984 al 1991) e non è riuscito a trovarsi a suo agio in Catalogna, il suo erede o cosiddetto tale, l’ha fatto benissimo e sta legando, a meno di un vero e proprio colpo di fulmine, la sua vita calcistica proprio nella città del Gaudi. Da un punto di vista dell’albo d’oro personale poi Messi ha già vinto più del grande Pibe de oro a livello di club (5 scudetti, 5 Supercoppe di Spagna, 1 Coppa del Re, 3 Champions League, 2 Supercoppe Europee e 2 Coppe del mondo), anche se alla Pulce rimane un tabù, quello della Nazionale maggiore. Anche se come Diego, con la selezione biancazzurra, ha vinto un Mondiale Under 20 e solo lui, un oro olimpico a Pechino 2008, Maradona si è aggiudicato un titolo assoluto nell’86 in Messico. Manifestazione in cui l’ex giocatore dell’Argentinos Jrs condusse i suoi compagni alla vittoria finale da assoluto protagonista e gli valse anche il Pallone d’oro. Perla rara di bravura ma anche di astuzia un po’ malandrina la sfida contro l’Inghilterra nella quale Diego vedeva oltre alla semplice partita (era ancora caldo il problema della contesa delle isole Malvinas-Falkland che innescò una breve ma sanguinosa guerra tra l’Argentina e la Gran Bretagna), tanto da richiamare la cosiddetta “mano di Dio” nella rete che fece infuriare i britannici. C’è chi dice che Messi sia l’erede naturale del Pibe, ma c’è anche chi è convinto che Messi non sia altro che se stesso. E c’è ancora chi si chiede quanto dovrà vincere ancora la star del Barça di Guardiola per diventare un riferimento per altri e non l’erede di chicchessia. Maradona compreso. Tatticamente entrambi sanno e hanno saputo cambiare le sorti di un match, anche se Diego, nel bene e nel male è sempre stato in prima pagina. Fuori o dentro il rettangolo verde. Dal canto suo invece Messi, quando si spengono i riflettori dei campi di calcio diventa un uomo qualunque senza alcun eccesso autolesionista. Probabilmente Messi per diventare Messi e basta, dovrà ripetere ciò che fa in blaugrana anche in Nazionale. Ed è quello che sperano anche i Ct del suo Paese, come aveva sperato lo stesso Maradona agli ultimi Mondiali Sudafricani. Pier Paolo Cioni [poll id="29"]

Condividi

  • Link copiato

Commenti

Loading...





















Leggi Guerin Sportivo
su tutti i tuoi dispositivi