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L’Europeo di una generazione

Finalmente comincia l'Europeo di basket, la prima grande manifestazione che Bargnani, Belinelli e Gallinari disputeranno insieme con la maglia azzurra. Alla ricerca del primo risultato decente della nazionale maggiore dopo l'argento olimpico 2004. Piccola analisi del nostro girone, che promuoverà alla fase successiva (ancora a gironi) tre squadre su sei. Anche il secondo girone sarà a sei, ma le partite saranno tre invece di cinque: infatti varranno i risultati ottenuti negli scontri diretti contro le due squadre già affrontate. Le prime quattro di questo girone a sei andranno ai quarti di finale e da lì in poi ovviamente sarà eliminazione diretta. In chiave olimpica vanno direttamente a Londra 2012 le prime due classificate, cioè le finaliste, mentre le squadre piazzate dal terzo al sesto posto potranno guadagnare la qualificazione solo al torneo preolimpico, circa un mese prima dei Giochi, che porterà a Londra 3 squadre sulle 12 iscritte. Ma torniamo a questo Europeo, il primo a 24 squadre (diversamente, con la formula originaria a 16, l'Italia di Pianigiani ci sarebbe stata solo superando l'additional round) e vediamo come siamo realmente messi in un girone la cui difficoltà è stata forse ingigantita ad arte dal c.t.. Scriviamo poche ore prima della palla a due di Italia-Serbia, quindi senza il saccente senno di poi: perdonate quindi i pronostici sbagliati. La Serbia, che all'ultimo ha perso il madridista Velickovic e Keselj, è un gruppo al solito di valore medio-alto anche se senza stelle assolute fatta eccezione per Milos Teodosic, l'uomo dei tiri della vita, e Nenad Krstic. E' una squadra tagliata su misura per il basket FIBA, con più continuità nel tiro da fuori rispetto agli azzurri e soprattutto maggior talento nelle seconde linee. Nostra seconda partita contro la Germania di un Dirk Nowitzki stramotivato: la stella delle ultime Finals NBA ha già annunciato che senza qualificazione olimpica questo sarà il suo ultimo urrah in una nazionale a cui ha sempre dato tutto sè stesso (pagandosi anche l'assicurazione con soldi propri, fatto molto raro) e un Chris Kaman che al di là della fama NBA è lontanissimo dai suoi giorni migliori. Il resto della squadra vale i comprimari azzurri, ma sulla carta abbiamo molte più soluzioni rispetto a quelle a disposizione di Bauermann. Terza partita contro una Lettonia che spesso (anche l'anno scorso) ci è stata indigesta, ma che non sembra da corsa né sul piano individuale né su quello di squadra a meno di non trovare 40' di grandi percentuali. Quarta partita con la Francia di Tony Parker, anche lui (pur essendo di 4 anni più giovane) nella stessa situazione emotiva di Nowitzki. La guardia degli Spurs sembra abbia perso qualche colpo nelle penetrazioni, ma è comunque solo il più forte di una squadra con enorme talento diffuso. Grande curiosità per Joakim Noah, uno che forse soffrirà il basket FIBA, e per il supergregario Diaw, l'uomo chiave sarà secondo noi Nicolas Batum. Ultima partita con l'Israele allenato da David Blatt, che senza l'infortunato Omri Casspi è di sicuro una squadra abbordabile sia sul piano fisico che su quello tecnico. Pronostici: sfavoriti con la Serbia, ce la giochiamo con la Francia, favoriti con la Germania e strafavoriti con Lettonia e Israele. Insomma, potremmo passare avendo in dote anche una vittoria pesante (la Francia può fare tutto e niente, non ha una vera identità tecnica come del resto non l'abbiamo noi). L'unica certezza è che un fallimento priverebbe dei Giochi Olimpici nel fiore degli anni la generazione di maggior talento mai prodotta dal basket italiano. Stefano Olivari