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L'Olimpiade di Bargnani

Manca una decina di giorni all'inizio dell'Europeo più importante della storia del basket italiano, non per il suo spessore tecnico (anzi, l'allargamento da 16 a 24 partecipanti va nella direzione contraria) ma perché sarà lo spartiacque decisivo nella storia azzurra e forse dell'intera carriera della nostra generazione di fenomeni. Difficilmente avremo altri tre ragazzi da quintetto base NBA (anche Belinelli è stato tale per gran parte della stagione, in pochi lo ricordano), con a supporto gente che da NBA si sente (Hackett e Mancinelli) e alle porte gente che fra qualche anno magari ci andrà come Melli e soprattutto Alessandro Gentile che in Lituania comunque non ci saranno. Arrivare nelle prime due, o meglio secondi alle spalle della impossibile Spagna, significa qualificazione diretta a Londra 2012. Arrivare in una posizione dalla terza alla sesta, confidando nel tabellone e nell'incompletezza di qualche grande (su tutte la Grecia senza Diamantidis, Papaloukas e Spanoulis), significherebbe rimandare tutto a un torneo preolimpco in cui questa Nazionale avrebbe un vissuto, per dirla alla Pianigiani, superiore a quello avuto finora fra problemi assicurativi e infortuni. Il settimo posto sarebbe un fallimento assoluto, che avvicinerebbe questo gruppo a quello della generazione perduta dei nati alla fine degli anni Sessanta: un triplo fallimento (due con c.t. Gamba, uno coni Messina) che privò della loro Olimpiade i vari Gentile padre, Pittis, Esposito, Niccolai, Rusconi. Il loro livello era, con tutto il rispetto, più basso di quello degli azzurri del quintetto base attuale, la cui mancata qualificazione rimanderebbe ogni sogno a Rio 2016, quando Bargnani avrà 31 anni, Belinelli 30 e Gallinari 28: ancora da corsa, ma come diceva quel tale del doman non v'è certezza. Non bisogna dimenticare, come molti addetti ai lavori fanno (che lo faccia il c.t. ci sta), che in Lituania andiamo senza meritarlo visto che l'anno scorso non ci siamo qualificati e che solo il 'dentro cani e porci' della FIBA ci ha esentato dall'Additional Round. Inutile comunque rivangare il passato o parlare di un futuro lontano: la vera Olimpiade di Bargnani, Gallinari e Belinelli deve essere questa. Stefano Olivari