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Le pagelle di serie A: la Roma arriva in Europa League

Il Campionato di serie A assegna alla Roma 63 punti e un posto in Europa League

Roma Chiude il campionato a quota 63 punti in classifica e raggiunge l’Europa League. Esonerato Ranieri, la squadra viene affidata a Montella a cui si chiede il miracolo che non arriva.  Ora però sono arrivati gli americani, qualcosa forse cambiera? JULIO SERGIO 7- Parte benissimo, gode della fiducia di Mister Ranieri, ma poi cala bruscamente e Montella punta sul recupero dell’ex compagno di squadra Doni. Portiere di gran fisico, si merita a mio avviso il posto da titolare. CASSETTI 6,5- Uno dei più positivi dell’altalenante stagione giallorosa. Con il passare degli anni ha imparato a giocare in tutti i ruoli della difesa ma all’occorrenza torna a scorazzare sulla fascia come ai tempi giovanili dell’Hellas e il periodo boom a Lecce col tecnico boemo Zeman. JUAN 6- Il valore del brasiliano non si discute ma mai come quest’anno incappa in errori pacchiani, non da lui, soprattutto a causa di scarsa concentrazione. MEXES 6,5- Non la sua migliore stagione, sembra giunto al capolina dell’esperienza capitolina, ma lo aspetta addirittura un’altra squadra metropolitana, il Milan. Giocatore che spesso fa discutere, a causa della forte concorrenza di Burdisso perde il posto da titolare e di conseguenza un po’ di fiducia nei suoi mezzi. N. BURDISSO 7- Compensa gli scarsi mezzi tecnici con una caparbietà, una grinta e un’applicazione davvero fuori dal comune. Per questo piace a tutti i suoi allenatori, che lo premiano preferendolo spesso a compagni di reparto più completi. Un difensore vecchio stampo, un marcatore puro che non ti si appiccica addosso e non ti dà scampo per 90 minuti. RIISE 6- Decisamente meglio l’anno precedentemente, risente dell’andamento schizofrenico della squadra. Stranamente prudente, lui che è abilissimo in fase di spinta lungo l’out mancino, disputa un torneo senza infamia e senza lode. DE ROSSI 6- Ammettiamolo, il voto sufficiente è più di stima, perché resta uno dei migliori centrocampisti italiani (se non il migliore in assoluto), ambito dai maggiori club italiani ed europei (persino il Real Madrid di Mourinho lo vorrebbe fortemente); eppure troppo condizionato da fattori esterni non rende al meglio, troppo spesso nervoso e poco lucido. PIZARRO 6- Idem per Pizarro. Frenato prima da un infortunio, poi da un rapporto non propriamente idilliaco con Ranieri, si ripropone nel girone di ritorno ma ormai è un po’ troppo tardi per raggiungere obiettivi importanti. TADDEI 6,5- Positivo, seppur giochi a singhiozzo, in questi anni ha dato tutto per la Roma; probabilmente avrebbe bisogno di nuovi stimoli e nuove avventure. Il talento e la qualità non mancano di sicuro e pure la carta di identità non è poi così sbiadita, in fondo ha appena superato i 30 anni. PERROTTA 6,5- Dopo una lunga serie di stagioni da protagonista assoluto, secondo forse solo ai due pupilli Totti e De Rossi per importanza e carisma, mantiene uno standard buono a livello di prestazioni ma il meglio sembra averlo già dato alla causa romanista. VUCINIC 7- Quando gioca fa spesso la differenza! La sua tecnica è cristallina, il suo talento immenso, il suo adattamento a più ruoli offensivi da ammirare. Stesse a posto fisicamente per tuta la stagione, è molto probabile che raggiungerebbe tranquillamente la soglia dei 20 gol. TOTTI 7,5 – Quando qualcuno vocifera che è sul viale del tramonto, raccoglie tutte le forze, si carica sulle spalle i compagni e riprende a segnare e trascinare tutto l’ambiente. Rimane il miglior goleador della squadra, uno che se avesse giocato punta tutta la carriera potrebbe forse insediare Piola nella classifica dei marcatori di tutti i tempi in serie A. Intanto si prende il lusso di superare nientepopodimenoche l’immenso Roby Baggio, valicando agevolmente la soglia dei 200 gol siglati nella massima serie. Complimenti. MENEZ 6,5- Come giudicare la sua stagione? Inizia in modo scoppiettante, Ranieri finalmente punta su di lui ad occhi chiusi e lui ricambia con ottime prestazioni condite da tenti assist, pochi ma pregevoli gol e corse a perdifiato. Ma non appena arriva Montella in sella alla squadra, il vento per lui cambia radicalmente. Non sente più l’adeguata fiducia, si immalinconisce, si rabbuia e iniziano le voci di un possibile passaggio all’odiata Juventus. Per gli accesi tifosi giallorossi sarebbe un vero tradimento, dopo quelli perpetrati in passato da Capello e Emerson. BORRIELLO 6,5- Altra “vittima” del cambio tecnico in panchina, dopo una partenza molto positiva e un ambientamento romanista efficace, subisce la rimonta di Totti e la verve di Vucinic e non senza polemiche, va a scaldare la panchina per gran parte del girone di ritorno. E pensare che di gol ne aveva fatti parecchi all’andata! ROSI 6- Inadeguato a questi livelli, l’ex stella delle giovanili, non fa mai mancare l’impegno ma un Cassetti in tono minore sembra comunque migliore di lui nel ruolo. GRECO 6,5- Molto presente con Ranieri, poco o nulla considerato da Montella, soddisfa i tifosi con il suo impegno e la sua abnegazione, ben conscio di disputarsi il futuro nella squadra madre, dopo molto girovagare in cadetteria. Dimostra di poter dare un discreto contributo ma se si vuol puntare a certi obiettivi, non può che fare la riserva a questi livelli. SIMPLICIO 6,5- Arriva tardi a misurarsi in una big del calcio italiano ma lascia intravedere che avrebbe potuto giocarsi le sue chance già da tempo. Riserva di qualità, mette in fila diverse presenze, complice la stagione non esaltante dei titolari De Rossi e Pizarro. L’affidabilità fatto calciatore. LORIA sv- Gioca pochissimo per formulare un giudizio. Scottato dalla precedente infausta esperienza romanista, quando è in campo si limita al compitino, troppo intimorito di far figuracce. Segna un bel gol europeo. CASTELLINI sv- Troppo poco in campo per dare un giudizio. Dopo le ottime stagioni al Parma sembrava potesse godere di maggior credito agli occhi del mister, invece fa la riserva di Riise e ha poche possibilità di misurarsi in una big. BRIGHI 6- Accantonato dai due allenatori, probabilmente lascerà la capitale dopo il buon contributo delle passate stagioni. G. BURDISSO sv-  Il fratellino di Nicolas, apprezzato in patria, sbarca a Roma e fa la figura di Digao (il fratello minore di Kakà, arrivato al Milan e praticamente mai in campo, fuori portata di una grande e a lungo infortunato). Anche Burdisso jr rischia di fare la magra e poco dignitosa parte di “fratello di..”, che i maligni potrebbero tradurre con “raccomandazione”. DONI 5- Torna titolare nel girone di ritorno ma alla prova dei fatti appare per lo più insicuro e assai involuto a livello tecnico. Difficile che possa godere di una nuova possibilità. Di Gianni Gardon