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Le pagelle di serie A: il Palermo con 56 punti si aggiudica l'ottavo posto

Il Campionato del Palermo finisce con un ritorno di Delio Rossi e un meritato settimo posto.

Palermo La stagione si chiude con alti e bassi e con 56 punti in classifica. Esonerato per quattro giornate Delio Rossi, poi richiamato, riesce anche ad arrivare in finale con l’Inter in Coppa Italia. La squadra con lui sulla panchina gira meglio, peccato per i due mesi di blackout. SIRIGU 7- Qualche battuta a vuoto nel finale, ma resta sicuramente il miglior prospetto nel suo ruolo, il probabile portiere titolare della Nazionale del Futuro. Molto silenzioso ma in grado di guidare un reparto sovente in difficoltà. CASSANI 7- Immune dal blackout generale di metà stagione, che ha portato all’esonero di mister Rossi, è una sicurezza sia in fase di spinta che per quanto riguarda la tenuta di tutta la fascia destra. Investito del ruolo di capitano, in assenza di Miccoli, ne beneficia in personalità. Stabilmente nel giro azzurro, dove spesso è il n.2 titolare. MUNOZ 6,5- Mezzo voto in più perché si tratta di un ventenne straniero all’esordio in serie A. A volte troppo falloso, classico caudillo, pecca di inevitabili ingenuità in alcuni momenti cruciali ma in prospettiva può diventare un gran difensore. BOVO 7- Nonostante partecipi in modo passivo al periodo nero della sua squadra, si riscatta nel finale, quando si dimostra uno dei leader assoluti dei rosanero, spesso decisivo sui calci piazzati, grazie ad un calcio preciso e potente e a una tecnica da trequartista. A 28 anni finalmente è esploso in tutto il suo talento, lui che qualche anno fa era stato investito da Bruno Conti in persona come il più forte giocatore visto all’opera nelle giovanili giallorosse negli ultimi anni. BALZARETTI 7- Spinta continua, buon piede, prestanza atletica. Non fosse per quello sbandamento avrebbe potuto ambire a un 8 pieno, avendo disputato per lunghi tratti la sua migliore stagione della carriera. BACINOVIC 6,5- Inizio fulmineo, complice un ottimo inserimento nel modulo tattico della squadra. Disciplinato, costante di rendimento, poco appariscente ma fondamentale per l’equilibrio della squadra, a 21 anni sembra un veterano. Cala nel ritorno ma è stato un grande affare di mister Zamparini che si è ritrovato senza fatica l’erede di Liverani in casa. MIGLIACCIO 6,5- L’impegno non manca mai e nemmeno l’abnegazione (gioca talvolta ancora da difensore, come “inventato” da Zenga in un’improvvisata difesa a 3 l’anno passato). Suona spesso la carica ai compagni, è il classico gregario utilissimo alla causa. NOCERINO 7- Buonissima stagione per il centrocampista napoletano, tornato ad agire nel centro sinistra, come fece nella stagione della sua consacrazione a Piacenza. Corsa, temperamento, qualche buon numero in area. E torna ad essere un uomo mercato. ILICIC 7,5- Calato nel girone di ritorno ma strabiliante nel girone d’andata, dove spesso e volentieri da spettacolo duettando con Pastore. Mancino purissimo, dotato di tecnica cristallina, forse deve essere più presente nell’arco dei 90 minuti ma è uno in grado di piazzare la zampata decisiva quando meno te l’aspetti. PASTORE 8- Ancora altalenante, ma migliorato sensibilmente in zona gol (ha superato addirittura la doppia cifra). Non ci sembra di esagerare quando lo consideriamo il miglior talento puro di tutta la serie A, l’uomo mercato più ambito assieme forse al cileno Sanchez. Lo vogliono Inter, Milan, Juventus e soprattutto Roma. Tecnica immensa, velocità, numeri d’alta scuola, forse è poco cattivo a livello agonistico ma ha appena superato i 21 anni, avrà tempo per migliorare quest’aspetto. PINILLA 7- Frenato dal solito infortunio, quando gioca è spesso un’iradiddio, un trascinatore, bomber implacabile. Fisico da paura, ma non un armadio, in quanto è pure veloce. Letteralmente riemerso dall’oblio l’anno scorso a Grosseto, quando segnò addirittura 24 gol in altrettante partite, vuole rifarsi del tempo perduto. HERNANDEZ 7- Acerbo da una parte ma smaliziato eccome dall’altra. Può ancora migliorare tanto ma siamo di fronte a un talento enorme, efficace in area, veloce, pericolo costante per i difensori. MICCOLI 6,5- Gioca pochissimo, e quando torna disponibile la macchina Palermo viaggia alla grande con la formula dei due trequartisti dietro la punta di peso. Eppure fa ancora la differenza quando gioca e in pratica condanna lui la Sampdoria alla serie B in una partita ad alto tasso di intensità. GOIAN 5,5- Sin troppo grezzo in difesa, poco mobile ma prestante con i suoi quasi 2 metri d’altezza. Si gioca il posto con Munoz ma l’argentino sembra vantare più frecce al suo arco. ANDJELKOVIC 5- Sull’onda dell’entusiasmo per gli sloveni, giunge a Palermo questo aitante centrale difensivo, accreditato di tantissimo talento, ma alla prova dei fatti immaturo, disattento, non ancora pronto per un campionato selettivo e impegnativo come la nostra serie A. KURTIC 6- Ha giocato pochissimo ,esordendo praticamente con Cosmi, autore pure di un bel gol nel periodo peggiore della squadra rosanero. Buon fisico e tanta corsa, da rivedere. DARMIAN 6- Ha giocato in tutte le rappresentazioni giovanili azzurre e al Milan godeva di un grande credito da parte della dirigenza; dopo la buona stagione scorsa a Padova mette piede timidamente in serie A, da riserva di Cassani. LIVERANI sv- Professionale al massimo, accetta di buon grado di fare da chioccia ai giovani, pur sapendo che nessuno in rosa ha un piede educato come il suo in cabina di regia. Va per i 35, ma se sta a posto fisicamente può ancora dire la sua da protagonista, magari in un’altra squadra. ACQUAH 6,5- Una delle sorprese del campionato. Giovanissimo ma già a suo agio tra i grandi, giostra bene a centrocampo e volendo pure in difesa si sa ben disimpegnare. Non ha ancora 20 anni e ottime chance di accumulare ulteriore esperienza nel prossimo campionato. di Gianni Gardon