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Le pagelle di serie A: la Fiorentina raggiunge il nono posto

Nel campionato di serie A la Fiorentina con 51 punti raggiunge il nono posto in classifica.

Fiorentina La Fiorentina cambia allenatore dopo cinque anni, al posto di Cesare Prandelli, passato alla guida della Nazionale, arriva dal Catania Siniša Mihajlović. Dopo un avvio molto problematico, dovuto anche ai numerosi infortuni, i viola riescono a raggiungere il nono posto a pari merito con il Genoa, restando però fuori dall’Europa e dalla Coppa Italia. BORUC 6,5- Titolare solo dopo il grave infortunio occorso a Frey, in un momento in cui seriamente stava cercando di volare verso altri lidi, entra in punta di piedi ma è subito affidabile, come del resto la lunga militanza europea aveva certificato, specie al Celtic. Qualche incertezza ma soprattutto molta solidità. DE SILVESTRI 5,5- Stiamo ancora aspettando il vero De Silvestri, che nella Lazio lasciava intendere di poter diventare un big del nostro calcio. Meglio in fase offensiva ma troppo discontinuo e in perenne ballottaggio. COMOTTO 6- E’ una sorta di trascinatore in campo, dove sfodera spesso prestazioni convincenti. La grinta ce l’ha nel dna, pecca però di tecnica e se la forma fisica non è al top il rendimento cala vistosamente. Si salva comunque nel contesto di una stagione sottotono di tutta la squadra. GAMBERINI 6- Non la sua miglior stagione, garantisce comunque esperienza e attaccamento alla maglia. I tempi della Nazionale sembrano ormai un ricordo, scavalcato nelle gerarchie da giovani colleghi in rampa di lancio. CAMPORESE 7- Un “rivale” giovane Gamberini l’ha trovato anche in casa. Camporese, stella delle giovanili viola (ottimo gruppo con il fantasista Carraio, che attendiamo al varco, la fantasiosa punta Iemmello e il combattente Taddei), si impone al primo anno di serie A. Lineare e sicuro, non ha patito il salto nel professionismo, sebbene giochi in un ruolo molto delicato: il centrale difensivo. Una scommessa vinta dal tecnico Mihajlovic. PASQUAL 6- Ormai allineato a certi standard regolari, non imperversa più lungo tutta la fascia come ai tempi degli esordi in maglia viola. Probabilmente è mancato un po’ in personalità. Altrimenti avrebbe potuto segnare un’epoca da terzino sinistro, vista la carenza di interpreti nel ruolo ad alti livelli. Invece ha spesso patito la concorrenza anche in viola, specie fino all’anno scorso con Gobbi. KROLDRUP 6,5- Pienamente sufficiente e ormai una sicurezza il norvegese, ex udinese, seppur non giochi da titolare fisso, conosce a memoria i meccanismi della difesa. Grezzo tecnicamente ma molto fisico e fortissimo di testa. NATALI 6,5- Altro centrale che sa il fatto suo. Troppo spesso frenato da infortuni, che ne hanno parzialmente compromesso la carriera, almeno ad alti livelli, quando sta bene è il difensore più affidabile tra quelli schierati dal tecnico serbo. D’AGOSTINO 5- Ha pagato il lento recupero dal grave infortunio patito l’anno scorso, ma soprattutto una difficile convivenza in campo col leader Montolivo.Entrambi centrocampisti dai piedi buoni, con tre punte davanti era difficile trovare un giusto equilibrio. Finisce così relegato a pochi scampoli di gara. Peccato, perché insieme ai big Pirlo e Pizarro e al sempreterno Liverani, è rimasto uno dei pochi playmaker del calcio italiano. DONADEL 7- Sorpresa, per modo di dire, visto che ormai è una sorta di veterano della nostra serie A. Il fatto è che ad inizio stagione sembrava tagliato fuori dai giochi dei titolari, invece è stato proprio lui l’ago della bilancia del centrocampo fiorentino. Sempre presente: mediano destro, centrale, persino mezzala, perennemente al servizio della squadra, gioca con straordinaria continuità. In attesa di rinnovo contrattuale si gioca al massimo le sue carte. MONTOLIVO 7- Non avrà mai il temperamento di un Gattuso o la personalità di Pirlo: un ibrido del nostro calcio che rischia di rimanere per tutta la carriera nel limbo dei talenti forse mai del tutto espressi. Guardando al sodo, però, occorre specificare che il buon Ricky da almeno due stagioni è cresciuto molto a livello tattico (giostra praticamente in tutte le zone del centrocampo e della trequarti) e la qualità delle giocate che dispensa durante la gara è sempre di alto livello. VARGAS 6,5- Ha perso troppe partite e sicuramente la Fiorentina ha risentito moltissimo della sua assenza in campo. Elemento che alza il livello delle prestazioni della squadra, col suo colpo sempre in canna, la corsa, la determinazione e la personalità. Uno dei migliori centrocampisti (schierato talvolta pure da interno ma mai più da terzino) del nostro campionato. BEHRAMI 6- Tornato in Italia dal West Ham durante il mercato di riparazione, il biondo platinato nazionale svizzero ma kosovaro di origine aveva lasciato un buon ricordo dei suoi trascorsi al Verona e alla Lazio. Ma i più ricordavano anche gli infortuni in serie a cui spesso è condannato. E per una mezz’ala veloce e che ama gli inserimenti palla al piede, non essere al top fisicamente risulta essere un grande handicap. Impatto abbastanza positivo, speriamo di rivederlo con continuità. SANTANA 6,5- A lungo assente (una costante della sua carriera sono i gravi infortuni), quando gioca il suo apporto sulla fascia destra è spesso determinante. In teoria azzurrabile anch’egli come oriundo, è uno dei pochi interpreti rimasti in un ruolo in cui a fare la differenza sono proprio elementi come la fantasia, il dribbling, la velocità: caratteristiche che Mario possiede in gran quantità. CERCI 6,5 - Rispetto a quanto di buono aveva combinato nelle giovanili romaniste (era paragonato con un certo entusiasmo addirittura al francese Henry), ha in carriera finora soltanto fatto intravedere il talento di cui è in possesso. Convincente a Pisa in B, delusioni in serie a Bergamo e di nuovo alla Roma, dove non è mai stato considerato un papabile titolare da Ranieri. Ha avuto più di un’occasione quest’anno con Mihjlovic, ma solo a tratti ha dimostrato di poter meritare un posto da titolare, come nell’occasione della doppietta contro il Cagliari. Deve ritrovare fiducia nei suoi mezzi, è ancora giovane e può solo migliorare. Un finale in crescendo (un’altra doppietta contro l’Udinese, prestazioni finalmente convincenti corredate da gol in serie) lascia ben sperare per la prossima stagione, quella della piena affermazione ad alti livelli. MUTU 5,5- Il valore generale si aggira attorno all’8. Sul suo talento non si discute e anche quest’anno quando ha giocato ha mostrato di poter vincere le partire quasi da solo se in giornata di grazia. Ma sul giudizio pesa la lunghissima assenza per la querelle col presidente. Una diatriba che lo ha messo in cattiva luce, come già era successo più volte nel corso della sua carriera. Fosse un poeta, apparterrebbe di diritto alla categoria dei maledetti alla Baudelaire. GILARDINO 6,5- Come sempre efficace in zona gol, specie nell’area piccola, nella quale è ancora uno dei più grandi centravanti italiani, gioca da una vita, nonostante non abbia ancora 30 anni e in maglia viola ha pure recuperato maggior fiducia in sé stesso, oltre ad aver acquisito personalità. In carriera non ha convinto del tutto al Milan e in Nazionale, indicatori che forse attestano come possa fare la differenza quando non ci sono troppe pressioni in ballo. MARCHIONNI 5,5- Dopo le buone prestazioni degli anni precedenti, quest’anno si è visto col contagocce, come se avesse iniziato un lento declino. Ha due opzioni: diventare una riserva, seppur di lusso, nella Fiorentina o poter dare un grande contributo di tecnica e di esperienza in una piccola. Il mio consiglio spassionato è che segua la seconda possibilità. BABACAR 6,5- Voto di fiducia, considerate le buone premesse in prima squadra, e soprattutto il fatto che si tratta del più giovane calciatore in assoluto della nostra serie A (è un ’93, un anno in meno del compagno di squadra Camporese o dello juventino Sorensen). Eppure ha già segnato nella massima serie, addirittura l’anno scorso praticamente all’esordio. LIAJIC 6,5- Se queste sono le premesse, potrebbe diventare un campione di livello assoluto. Questo in sintesi il giudizio che si può fare dopo averlo visto all’opera soprattutto in questa stagione, nella quale è stato impiegato con grande continuità, complici anche l’assenza di Mutu e dello sfortunato Jovetic. Ancora a intermittenza, a volte si estranea dal gioco, anche perché il suo è un ruolo non molto a fuoco ma quando sfodera le sue giocate al massimo della velocità e con ottima tecnica, sembra proprio di rivedere il primo Kakà, giocatore al quale si ispira, come più volte suggerito da lui stesso. FREY 6- Uno degli infortunati illustri di questa stagione. All’inizio aveva vinto agevolmente un ballottaggio col quotato Boruc e si stava confermando sui livelli eccelsi a cui da tempo ci ha abituati. Attendiamo il suo ritorno. JOVETIC sv- Insieme a Pastore uno dei migliori talenti emergenti del mondo. Un gravissimo infortunio (purtroppo non il primo, nonostante la giovanissima età) lo ha di fatto estromesso dai giochi prima ancora di iniziare a ballare. A Firenze in molti lo paragonano al primo Roberto Baggio che patì molti guai prima di esplodere definitivamente. Stessa sorte ci auguriamo capiti a lui, che quando sta bene, ha dimostrato appieno il suo valore. Un concentrato di tecnica, velocità, fantasia, visione di gioco, grinta. Lo aspettiamo. di Gianni Gardon