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Le pagelle di serie A: il Genoa raggiunge con 51 punti l'ottavo posto in classifica

Campionato di serie A molto tranquillo per il Genoa che con 51 punti raggiunge un meritato ottavo posto a pari merito con la Fiorentina

Genoa Stagione molto tranquilla per il Genoa, 51 punti come un anno fa e nono posto a pari merito con la Fiorentina. Solo due gli avvenimenti principali: l’esonero di Gasperini con la panchina affidata a Mister Ballardini e la vittoria nel derby di ritorno, che “condanna” in qualche modo i cugini della Sampdoria in serie B. EDUARDO 4,5- Autentica delusione del campionato, dopo aver ben figurato al Mondiale dell’anno precedente, quando difese egregiamente la porta del Portogallo, si dimostra inadeguato per il campionato italiano. Gioca titolare più che per mancanza di vere alternative (in attesa del lancio definitivo della giovane promessa Perin, portiere titolare delle Nazionali Giovanili), ma il più delle volte è insufficiente, spesso fuori posizione, insicuro. MESTO 6- Dopo aver furoreggiato sotto la guida di Gasperini, cimentandosi in svariati ruoli, dal centrocampo in su, spesso agendo pure nel tridente offensivo, si ritrova per cause di forza maggiore, relegato in difesa, nel ruolo di terzino destro. Lui che al massimo aveva coperto la fascia, in un centrocampo a 5, grazie alle sue doti di velocista e fantasia. Perde quindi un po’ di smalto, di estro, arriva poco al tiro (come invece ci aveva abituato negli ultimi due anni), duetta talvolta con Rafinha e Konko, ma appare sostanzialmente sprecato. DAINELLI 5,5 – Il carisma e la leadership non sono messi in discussione, ma non sempre riesce a garantire la giusta copertura ad un reparto bucato più volte, specie nel girone di andata. KALADZE 6.5- Voto all’umiltà, alla determinazione, alla sua capacità di rimettersi in discussione, dopo che al Milan fu messo un po’ all’angolo, quasi fosse un ex giocatore. Invece spesso è proprio il georgiano a tenere in piedi la baracca genoana, dimostrandosi un condottiero silenzioso ma efficace e risoluto (in più con un buon bagaglio di presenze europee come dote di esperienza portata alla causa del Genoa). CRISCITO 7- Stabilmente nel giro della Nazionale e giustamente ambito da club di primissima fascia, Mimmo si è mantenuto sugli ottimi livelli delle ultime due stagioni, anche se, come Mesto, ha ridotto leggermente il suo raggio d’azione, giostrando in pratica da terzino puro a sinistra. Poco male per uno che era partito come difensore (ottimo interprete specie in una difesa a 3 sul centrosinistra, come negli anni di formazione nelle giovanili della Juventus). Grandi doti atletiche e buon piede, sta crescendo in personalità. ROSSI 7- Non delude mai il capitano, autentica bandiera rossoblu. Uno dei pochi veri jolly rimasti del calcio italiano. Un po’ come l’interista Zanetti, si destreggia in più zone del campo, fornendo sempre prestazioni all’altezza. Terzino destro, mediano, centrale di centrocampo, ala destra, interno. Grintoso, dà tutto sé stesso in campo. Un esempio per i compagni. MILANETTO 7- Passano gli anni, girano una miriade di centrocampisti ma alla fine il ruolo di cervello della squadra, di regista classico, appartiene sempre a lui. A 36 anni l’ex compagno di Del Piero ai tempi delle giovanili bianconere, pur essendo un dichiarato “cuore Toro”, sfodera sempre giocate preziose, dimostrando intelligenza calcistica sopra la media, furore agonistico e spiccato senso tattico. KUCKA 6,5- Giunto a gennaio alla corte rossoblu, questo aitante centrocampista, colosso di 1 metro e novanta, sfrutta subito l’opportunità concessagli da mister Ballardini e si cala bene nella parte. Mediano tutto grinta e personalità, una bella scoperta per la nostra serie A. RAFINHA 6,5- Sballottato per diverse zone del campo, finisce raramente sotto la soglia della sufficienza, ma altrettanto di rado mostra quel qualcosa in più che gli riconoscevamo quando lo vedemmo all’opera nelle prime apparizioni allo Shalcke 04 (allora agiva alla Cafù, drenando tutta la fascia destra). Viene utilizzato più da centrale a centrocampo con Gasper, mentre Ballardini lo riporta se non altro sulla fascia destra, davanti a Mesto, in un ruolo che sente più suo. Mostra ottimi colpi dalla lunga distanza. KONKO 6- Tornato in rossoblu, dopo gli alti e bassi di Siviglia, appare un giocatore senz’altro più esperto e maturo, ma altresì, più lineare e meno esplosivo rispetto a come lo ricordavano i tifosi genoani, tanto che sembra poco naturale vederlo agire a metà campo, al fianco di Milanetto. Si limita al compitino, ricordavamo di meglio. PALOSCHI 6- Di stima, visto che nelle pochissime apparizioni in rossoblu, è comunque riuscito a lasciare il segno. Ci auguriamo che gli innumerevoli guai fisici possano finire di tormentarlo, perché siamo di fronte ad un grande talento,manifestato ai tempi delle giovanili del Milan (con conseguente grandioso esordio in serie A da predestinato), e protagonista a Parma di ottime cose, almeno fino a che è stato bene. E’ un ’90, ha tutto il tempo per tornare protagonista. FLORO FLORES 7- Relegato al ruolo di riserva (seppur di lusso) all’Udinese, si riscatta ampiamente al Genoa, risultando uno dei migliori innesti di tutto il mercato di gennaio. Forse mai così prolifico in carriera, sotto la Lanterna ha trovato l’ambiente giusto per far esaltare le proprie doti. Centravanti atipico, non un carrozziere, ma nemmeno uno che ama partire troppo largo, deve “sentire” la porta, giocare in area, dove spesso riesce a trovare giocate deliziose che si rivelano vincenti. PALACIO 7,5- E’ ulteriormente cresciuto questo atipico attaccante argentino, dopo le buone premesse della scorsa stagione. Bizzarro nel look e poco catalogabile anche in campo, ama agire largo sulle fasce (specie quella destra) in modo da poter così sfruttare nel migliore dei modi la sua grandissima velocità e il suo dribbling ubriacante ma si è dimostrato in questo campionato anche un buon realizzatore e un ottimo dispensatore di assist vincenti. Inutile ricordare come, nonostante le indubbie qualità, sarà difficile vederlo in campo con la maglia della sua Nazionale da protagonista. Paga l’enorme concorrenza di fuoriclasse nel ruolo: dal “nuovo Maradona” Messi al Kun Aguero, da Carlitos Tevez al “Pocho” Lavezzi, da Di Maria al Flaco Pastore fino ai nuovi virgulti argentini, come Funes Mori e Lamela. ANTONELLI 6- Uomo mercato della scorsa estate quando, reduce da un’esaltante stagione con la maglia del Parma, sembrava ormai diventato un giocatore dell’Inter pigliatutto, finisce al Genoa a gennaio, dopo una prima parte di stagione travagliata dagli infortuni che lo avevano di fatto appiedato, costringendolo ad un lungo stop. Torna titolare in una fase del campionato ormai inoltrata ma riesce a far mostrare le sue qualità di cursore, laterale sinistro dalla buona corsa e predisposizione offensiva. Potrebbe entrare nel giro azzurro senza troppa difficoltà. CHICO 5- Parte titolare, poi patisce la concorrenza di Ranocchia (prima che questi fosse ceduto all’Inter) e Kaladze poi. Non fa mai mancare l’impegno, giostrando con Gasperini in un ruolo non propriamente adatto alle sue caratteristiche tecniche (il difensore destro di una difesa a 3) e poi anche da terzino puro. Scarso a livello tecnico, in difficoltà con gli attaccanti veloci e sguscianti (e il nostro campionato ne è pieno zeppo di questa categoria). JANKOVIC sv- Praticamente mai visto quest’anno. Gran peccato per questo giocatore capace di giocare benissimo in tutti i ruoli dell’attacco (è stato persino centravanti) e della trequarti, dove dà il meglio di sé. Per alcuni considerato l’erede di Stankovic, potrebbe riciclarsi anche come centrocampista di qualità. Usiamo il condizionale perché, se prima non ristabilisce del tutto dalla lunga serie di infortuni che lo attanagliano da due anni a questa parte, rischia di rimanere per sempre un talento inespresso. VELOSO 5- Grandissima delusione della nostra serie A. Si candida seriamente al poco prestigioso titolo di “bidone” dell’anno. Da sempre considerato un grande talento del calcio europeo, in passato inseguito da grandissimi club, l’ex mediano dello Sporting Lisbona, capace di agire anche da regista puro grazie ai discreti mezzi tecnici di cui dispone, fallisce su tutti i fronti. Timido e involuto, raramente mostra ai suoi nuovi tifosi cosa è in grado di fare col suo sinistro vellutato. Impalpabile. MORETTI 5- Lontano parente di quel giocatore che a Valencia avevano scambiato per nuovo “Carboni”. In effetti dopo alcune buone stagioni, Emiliano, che dal ritorno in Italia si è cimentato più come centrale difensivo, sia con Gasperini che con Ballardini, non ha ritrovato continuità di rendimento ma soprattutto non ha mai dato l’impressione di saper guidare da solo la retroguardia rossoblu, finendo così nel ruolo di riserva. BOSELLI 6- Incerti fino all’ultimo se dargli o no un voto, alla fine propendiamo per una sufficienza, tenuto conto di quanto si è sempre detto di lui in Patria, in Argentina. Meraviglie mai riscontrate in Europa, né in Premier League, né tantomeno al Genoa, dove in molti ancora aspettano una punta capace di ripetere i fasti del fenomenale Milito. In pratica, un clone di Figueroa, almeno fino al gol vittoria nel derby (che in pratica condanna la Sampdoria alla serie B) che ne rialza le quotazioni. DESTRO 6,5- Poco utilizzato globalmente ma per un buon periodo iniziale, con gli infortuni di Toni e la mancanza di valide alternative (doveva ancora entrare in organico Floro Flores) si porta tutto il peso dell’attacco sulle sue spalle, nonostante sia un ’91. Da sempre considerato una gran promessa del nostro calcio, questo figlio d’arte, sembra pronto a una stagione da protagonista, magari in una piccola squadra, per poi tornare da giocatore pienamente affermato alla base. Più che una promessa, un predestinato, visto quanto di buono combinato nelle giovanili dell’Inter e nelle rappresentative azzurre (bene anche nei timidi esordi in Under 21).