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L’età di Djokovic

Redazione

4 luglio 2011

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Con il trionfo a Wimbledon di Novak Djokovic, completato dalla conquista della posizione numero uno nel ranking ATP (anche in caso di sconfitta in finale avrebbe superato Nadal), il tennis è entrato ufficialmente in una nuova era. Non a livello generazionale, perché fra il serbo e Nadal c'è solo un anno di differenza, Murray è coetaneo di Djokovic (24 anni) e il trentenne Federer non in fondo poi così da buttare via se è vero che è stato l'unico (!) in questo 2011 a battere Djokovic: al Roland Garros in semifinale, giocando oltretutto la partita della vita sulla terra battuta. Il tennis è entrato in una nuova era a livello tecnico e di velocità, perchè il 'nuovo' Djokovic dimagrito e superatletico alle sue doti di sempre come attaccante da fondo campo (un misto di Lendl e Mecir, per fare un po' di bar sport storico) ha aggiunto capacità di recupero 'nadaliane', nel senso che le sue difese non sono mai passive o solo di gambe ma riescono quasi sempre a ribaltare l'inerzia dello scambio. Ecco, è questo che Nadal non accetta al di là del fatto che non nutra una grande simpatia nei confronti di Djokovic: essere battuto con le sue stesse armi. Lo spagnolo accetta dentro di sè di essere superato dai Federer o dagli Tsonga (memorabile una semifinale agli Australian Open) in giornata di grazia, ma non dai Djokovic in versione 2.0. Il nervosisimo al suo 'angolo' lo prova. Nadal è tutt'altro che finito o in declino, anche se nel tennis spesso si traggono conclusioni storiche sulla base solo dell'ultima partita, ma di sicuro dopo avere 'salvato' il suo Roland Garros per merito di Federer adesso ha toccato con mano nel torneo più importante che un Djokovic normale, perché a parte il secondo set Djokovic ha giocato a tre quarti di braccio, lo può battere praticamente sempre. Conclusione: Nadal dovrà aggiungere qualcosa al suo gioco: magari inventarsi a tratti giocatore di rete, visto che ha un servizio ad uscire che può essere seguito e una buonissima mano. Di sicuro vince il tennis, perché dal punto di vista psicologico Djokovic soffre Federer (anche se dubitiamo che perderà ancora da lui in uno Slam), Federer soffre Nadal e Nadal soffre Djokovic. Stefano Olivari stefano@indiscreto.it

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