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Le pagelle di serie A: il Chievo per la terza stagione consecutiva rimane in A

Il Chievo, grazie ad una buona gestione e ad un buon calcio rimane, per il terzo anno consecutivo, in serie A.

Chievo Terza stagione consecutiva in serie A per il Chievo. Grazie ad una buona gestione e soprattutto ad un buon calcio, la squadra di Stefano Pioli, dopo solo due giornate, è in testa al campionato, frutto delle vittorie su Catania e Genoa ma il sogno svanisce subito.  Finale di stagione tranquillo, con la salvezza ottenuta sul campo della Juve a due giornate dal termine e il 13esimo posto conclusivo con 46 punti. SORRENTINO 7- Un portiere da Nazionale, se non fosse che davanti si ritrova, oltre ad un redivivo Buffon, almeno due giovani virgulti di valore assoluto (Viviano e Sirigu). Sempre attento, sicuro, infonde coraggio ai compagni. Fortissimo tra i pali, grande reattività e senso della posizione a completare un quadro tecnico di ottimo livello. E le stagioni passate in Grecia, condite da importanti presenze in Champions League ne hanno accentuato la personalità e il valore assoluto. SARDO 6,5- Alla lunga ha vinto il ballottaggio con il fratello d’arte Frey, anche se nel Chievo (tolti capitan Pellissier e Sorrentino) sembra prevalere il concetto che tutti possano ambire ad una maglia da titolare. L’ex catanese ha sfoderato una buona stagione, mantenendo i livelli mostrati da quando veste il gialloblu. CESAR 6,5- Autentica rivelazione dell’andata, ha perso qualche colpo nell’ultimo trimestre di campionato. Rude al punto giusto, è una scommessa (l’ennesima) vinta dal direttore sportivo Sartori. MANDELLI 6- Si ripreso con le unghie e con i denti un ruolo di primo piano nella retroguardia clivense, che guida con ardore, facendo pesare l’esperienza e quando occorre i centimetri e le maniere forti. MANTOVANI 7- Ormai riciclato terzino con buone propensioni sia difensive che offensive, è tornato all’antico ruolo di centrale (nella difesa a 3 provata talvolta da mister Pioli) raccogliendo comunque elogi meritati. Il Napoli e la Fiorentina sono da tempo sulle sue tracce, vedremo se il Chievo, che solitamente si priva di un campioncino all’anno, deciderà di sacrificarlo al miglior offerente. Nel frattempo crescono le quotazioni dello sloveno Jokic. JOKIC 6- Eccolo qui il laterale mancino che ha avuto qualche occasione di mostrare il suo reale valore, specie da centrocampo in su, zona in cui si sente più a suo agio rispetto alla linea difensiva. Affidabile e con margini di miglioramento. LUCIANO 6- Stagione condizionata dal lungo infortunio. Prima stava sfornando l’ennesima annata positiva, fatta non più solo di suggerimenti vincenti e guizzi da fantasista laterale ma da qualche anno anche di tanto sacrificio e spirito di adattamento. RIGONI 6,5- Mediano impeccabile, talvolta falloso, nonostante il viso d’angelo non le manda certo a dire, almeno all’interno del rettangolo verde. Vero schermo davanti alla difesa, è un prezioso sostegno per tutta la mediana. MARCOLINI 6- Meno utilizzato degli anni scorsi (d’altronde gli anni sono diventati 36) non ha fatto mancare il suo apporto da interno di qualità. Col suo sinistro magico ha pure siglato uno dei migliori gol del campionato, beffando Viviano da centrocampo. Soldato dedito alla causa, uno dei maggiori artefici delle salvezze in serie della squadra veronese. BOGLIACINO 6,5- Cercava il riscatto dopo la delusione di Napoli, ambiente che ha contributo a riportare in serie A ma che il presidente De Laurentiis stava (e continua a farlo) impreziosendo sempre più di campioni a centrocampo. E quindi rieccolo protagonista al Chievo, dove a sprazzi ha deliziato con il suo sinistro e con alcuni colpi di classe. Temperamento sudamericano che ne fa un giocatore completo, abbinando qualità tecniche e agonistiche. PELLISSIER 7- Come il buon vino, migliora invecchiando. E continua a segnare con una regolarità entusiasmante. Classico esempio di centravanti che da solo regge il peso di tutto l’attacco, è in grado pure di elevare il valore di coloro che gli giocano a fianco. Il Chievo è diventato per lui una scelta di vita, un po’ come Di Natale a Udine, un ringraziamento a una società che ha creduto in lui. Un grazie che evidentemente è reciproco, considerato l’apporto pressoché fondamentale del buon Sergio alla causa dei Mussi Volanti. MOSCARDELLI 7- Mezzo voto in più per il fatto che si presentava ai nastri di partenza come esordiente assoluto nella massima seria, raggiunta a 30 anni, dopo buone annate di B tra Triestina, Rimini e Piacenza. Partenza a razzo, poi un breve ridimensionamento ma la sensazione è che avrebbe potuto calcare la serie A già da qualche anno. THEREAU 6- Discontinuo e poco concreto, ma anche dotato tecnicamente e in possesso di un bagaglio ricco di colpi per un attaccante. Arrivato in sordina dopo stagioni anonime in Francia, per un periodo, a cavallo di Natale, è la spalla ideale del capitano Pellissier. GUANA 6- Riserva modello, affidabile come un titolare ogniqualvolta viene buttato nella mischia, non sono lontani i tempi in cui era un affidabile centrocampista a Palermo. Il suo gioco non si è snaturato di una virgola, rimane un mediano davanti alla difesa, tutto muscoli e carattere. CONSTANT 7- Anche se calato nel finale, restano impresse nella memoria le suntuose partite disputate nel girone d’andata, quando sembrava aver destato l’interesse concreto da parte del Milan, che lo avrebbe acquistato volentieri già nel mercato di gennaio. Corsa, intraprendenza, buona tecnica di base, velocità e assist sempre in canna.. .e pensare che Sartori l’ha pescato nella seconda divisione francese! FREY 6- Meno convincente rispetto all’anno precedente ma comunque sufficiente. Più terzino di posizione che fluidificante. MORERO 5,5- Dopo aver sorpreso tutti nei primi due anni in gialloblu, confermandosi partita dopo partita un difensore “caudillo”, tutto nerbo e spirito battagliero, perde misteriosamente colpi con l’arrivo di Pioli e di conseguenza la maglia da titolare diventa un miraggio. ANDREOLLI 6,5- L’eterna promessa, che finora aveva giocato con continuità solamente a Sassuolo, in serie B, cercava una grande chance in riva all’Adige e in parte se la gioca bene, anche se era lecito attendersi di più, considerate le qualità di base. Gli manca forse lo spirito di competizione e la “giusta” cattiveria agonistica per primeggiare. FERNANDES 7- Ha avuto bisogno di un normale periodo di ambientamento questo atipico brasiliano, nazionale elvetico (ha disputato da titolare il Mondiale un anno fa in Sudafrica) ma col tempo ha saputo ritagliarsi uno spazio importante (specie dopo il lungo infortunio occorso a Luciano) e ha fatto lievitare le sue prestazioni in campo. URIBE sv- Promette bene ma dobbiamo vederlo all’opera con maggiore continuità prima di lanciarsi in un giudizio. GRANOCHE 5- Il vero Diablo di Trieste al Chievo non si è ancora visto: timido al cospetto di grandi campioni, garantisce un rendimento elevatissimo (e molti gol) in cadetteria. Difficile che possa avere una terza occasione in serie A. PULZETTI 5- Una retrocessione col Livorno, un brutto passaggio a Bari, dove stava naufragando con tutta la squadra verso una probabile retrocessione, poi avvenuta davvero. Ha lasciato la barca che stava affondando per approdare nei lidi sicuri veronesi, dopo che qualche anno fa era stato lanciato nel calcio proprio nella città di Giulietta, ma sponda Hellas. Nel Chievo però si riduce alla figura del comprimario. Due stagioni così così che attestano che forse il determinato Nico non è ancora del tutto pronto per calcare da protagonista palcoscenici più prestigiosi della cadetteria, dove aveva invece dimostrato di poter primeggiare nel ruolo di centrocampista tuttofare. DIMITRIJEVIC sv- Un paio di gettoni nel finale, dove mette in mostra doti interessanti nel ruolo di trequartista.