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Le pagelle di serie A: il Parma raggiunge la salvezza con 46 punti

Con un finale di stagione fantastico, i ducali rimangono in serie A.

Parma I ducali raggiungono la salvezza con 46 punti in classifica, complice un finale di stagione fantastico. Nel girone di ritorno la squadra perde un po’ di lucidità ma l’arrivo di Colomba ha sicuramente aiutato a far ritrovare ai giocatori la giusta mentalità e a far raggiungere la salvezza matematica con due giornate d’anticipo. MIRANTE 7- Anche lui ha assaggiato con merito la maglia della Nazionale. E’ migliorato notevolmente con gli anni, soprattutto come reattività e capacità di farsi sentire dai compagni. ZACCARDO 6,5- Dà un notevole contributo di esperienza, mettendosi con umiltà al servizio della squadra. Ormai in grado di ricoprire tutti i ruoli della difesa e all’occorrenza schierabile pure da mediano davanti alla terza linea, mantiene un rendimento costante per tutta la stagione, anche nei momenti più difficili. PACI 6- Non un fulmine di guerra, ma ormai a suo agio al cospetto di grandi bomber. Prestante e solido in marcatura, offre adeguate garanzie agli allenatori Marino e Colomba che puntano entrambi su di lui. LUCARELLI 6- Qualche incertezza ma anche molta affidabilità e attaccamento alla maglia. Un difensore coriaceo, duro in marcatura e con un buon piede sinistro. MODESTO 6,5- La sorpresa del girone di ritorno, si cala alla grande nella parte, smanioso di dimostrare che il vero Modesto non è quello fallimentare di Genova ma quello prezioso e instancabile di Reggio Calabria. GOBBI 6- Appena sufficiente l’ex viola, dal quale onestamente ci si aspettava di più, visti i notevoli mezzi tecnici e il grande senso tattico. VALIANI 6,5- Come non premiare il maratoneta Valiani? Ovunque vada entra nelle grazie dei tifosi, con il suo gioco all’inglese, nel senso che in campo da tutto, lasciando fino all’ultima goccia di sudore. In serie A ha pure incrementato questa caratteristica, visto che a Rimini, quando si fece notare in serie B, ogni tanto regalava pure qualche pregevolezza tecnica. MORRONE 6,5- Capitano e simbolo della squadra, anche quando in pratica perde il posto da titolare. Un mediano roccioso, filiforme, esperto e che in campo va spesso oltre le sue possibilità. Da imitare. DZEMAILI 7- I dirigenti del Toro 3 anni fa ci avevano visto giusto, peccato che fosse sempre rotto! Questa sinora la pecca che ha frenato la carriera dello svizzero (ma kosovaro d’origine) che può agire da mediano davanti alla difesa, così come qualche metro più avanti. Ottimo senso tattico, tocca un’infinità di palloni, ricordando in certe movenze Albertini. Segna pure un gol fortunoso contro il Palermo, esultando poi tantissimo (d’altronde era il suo primo gol siglato in Italia). BOJINOV 6- Parte bene ma finisce spesso in panchina, dimostrandosi troppe volte abulico in campo. Un talento difficile da gestire, in possesso di numeri da fuoriclasse ma mai in grado di spiccare il volo decisivo verso la piena affermazione. CRESPO 7- Attaccamento alla maglia, impegno encomiabile, passione mai sopita per il gioco del football, senso del gol inalterato nonostante gli anni passino inesorabilmente. Una carriera ad altissimo livello, spesso ancora risulta decisivo nei momenti più delicati. GIOVINCO 7,5- E pensare che la Juve lo ha dato via, investendo fior di milioni per Martinez! Probabilmente aveva bisogno di trovare un ambiente che gli desse la massima fiducia per rendere al meglio. La Formica Atomica ormai è pronta per spiccare il grande salto in una Big, stavolta da protagonista, grazie anche al positivo esordio in Nazionale. AMAURI 7- Qual è il vero Amauri? Quello appesantito e senza cartucce degli ultimi mesi juventini o quello per cui è quasi scoppiato un caso diplomatico pur di vederlo con la maglia azzurra, come fosse un salvatore della patria. A Parma si è vista la seconda faccia dell’italo-brasiliano in grado di regalare gol che spesso sono vere e proprie prodezze (stupende alcune realizzazioni in acrobazia). Fondamentale per la salvezza. CANDREVA 6,5- Discontinuo ma in possesso di qualità tecniche superiori ai più, è un centrocampista moderno, in grado di contenere ma che dà il meglio di sé in appoggio alle punte o da mezz’ala classica. Non sempre titolare, soffre per questo ma è giovane e può ancora arrivare in una Big dopo le promesse un po’ disattese alla Juventus (nell’ambito di una stagione altamente negativa di tutta Madama). PISANO sv- Sembra un ex giocatore il terzino che in passato ha vestito le maglie di Brescia, Palermo e  Torino. Paurosamente involuto, non gioca più da una vita. Misteri del calcio. PALETTA 6,5- A poco a poco guadagna un posto da titolare. Idolo al Boca, ha avuto bisogno di un periodo di adattamento al nostro calcio ma se l’è spesso cavato grazie al mestiere. Difensore affidabile. ANGELO 6- L’ex terzino ai tempi di Zeman (a Lecce) ormai solca tutta la fascia, giocando spesso e volentieri nel tridente offensivo. Raramente però fa la differenza. PALLADINO 5,5- Che aggiungere su di lui? I mezzi tecnici non si discutono ma ogni anno perde almeno la metà delle partite per guai muscolari vari. In generale pecca di cattiveria agonistica, di quella carica positiva che ti fa andare oltre le tue possibilità. Lui spesso si limita a tocchetti belli ma inutili, a gol di pregevole fattura ma alquanto sporadici. FELTSCHER sv- Giovane molto interessante, una sorta di jolly difensivo, esordisce positivamente senza alcuna remora o timore in una fase delicatissima della stagione parmense. GALLOPPA sv- L’infortunio a quanto pare era più grave del previsto. Rientra ma in pratica non è mai in campo. Attendiamo di vederlo nella prossima stagione, anche perché si tratta di uno dei centrocampisti più completi del campionato, dotato di un ottimo sinistro, in grado come pochi di coniugare nel migliore dei modi quantità e qualità nella zona nevralgica del campo. DELLAFIORE sv- In fase calante, pur essendo giovanissimo. Si limita ad accettare il ruolo della riserva ma con le capacità che ha (può giocare indistintamente in tutti e 4 i ruoli della difesa) potrebbe ambire ad essere protagonista in campo con molta più continuità. MARQUES 5,5- Parte bene, gioca titolare nel tridente offensivo dove, a dir la verità, fa più una sorta di “casino organizzato” che altro. Poi, complice un infortunio, scompare di scena e con gli arrivi di Giovinco e Amauri non vede praticamente più il campo. CALVO sv- Altro laterale offensivo spagnolo, esordisce in sordina ma non viene ritenuto all’altezza dei titolari. Gianni Gardon