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Il profondo rosso di Galliani

Il Milan ha chiuso il bilancio 2010 con un passivo mostruoso, di quasi 70 milioni di euro, ma l'aspetto più preoccupante è il costo del lavoro: gli ingaggi dei calciatori e gli stipendi dei dipendenti si mangiano infatti l'85% dei ricavi...

Il Milan vincerà pure lo scudetto, ma non quello dei conti. Il bilancio 2010, approvato (...) dall’assemblea dei soci che ha salutato l’ingresso di Barbara Berlusconi nel cda, si è chiuso con un passivo monstre: -69,8 milioni di euro. In Serie A i rossoneri contendono il primato negativo ai cugini dell’Inter, che a giugno 2009 hanno registrato un deficit di 69 milioni. Un risultato che è in linea con la gestione recente, visto che negli ultimi 5 anni soltanto le cessioni eccellenti di Shevchenko (2006, utile di 11,9 milioni) e Kakà (2009, perdita di 9,8) hanno avuto il potere di riequilibrare i risultati economici. Come sempre, paga la Fininvest: ai 45,1 milioni di versamenti del 2010, se ne sono aggiunti 38,1 nei primi tre mesi di quest’anno. Proprio l’assenza della maxi-plusvalenza (64 milioni) di Kakà è stato il fattore-chiave del peggioramento contabile. Nel 2010 i proventi dalle cessioni dei calciatori sono calati a 25,5 milioni. Il fatturato, tolte le plusvalenze, è di 227,7, leggermente inferiore rispetto ai 233,3 del 2009. In calo i diritti tv, col ritorno alla vendita centralizzata, in aumento le entrate commerciali. Uefa Come farà il Milan a rispettare i parametri del fair play finanziario (primo step: deficit massimo di 45 milioni sommando le annualità 2012 e 2013)? (...) Nel 2010 il costo del lavoro, nonostante gli annunci, è addirittura aumentato (da 178,8 a 192,8 milioni) arrivando a mangiarsi l’ 85% dei ricavi: premi più alti, sì, ma pure salari in crescita, con l’arrivo di Ibra e Robinho. Almeno, nel bilancio del dicembre 2011, verranno contabilizzati i 12-13 milioni di risparmi (tra stipendio e provvigioni) derivanti dalla partenza di Ronaldinho. Fonte: Marco Iaria e Marco Pasotto per La Gazzetta dello Sport, l'articolo completo è pubblicato su Gazzetta.it