Altro

Chiuso per troppo successo

Sarà difficile spiegare ai fan della NBA perché la loro lega chiuderà i battenti per qualche mese, con tutta probabilità, se i proprietari non si metteranno d’accordo con l’Associazione Giocatori per il nuovo contratto collettivo...

Sarà difficile spiegare ai fan della NBA perché la loro lega chiuderà i battenti per qualche mese, con tutta probabilità, se i proprietari non si metteranno d’accordo con l’Associazione Giocatori per il nuovo contratto collettivo. In estrema sintesi, la materia del contendere non è l’ingaggio delle superstelle ma quello dei giocatori medi: il cosidetto ‘hard cap’ che è nei sogni di Stern e di chi lo paga prevederebbe eccezioni solo per i LeBron James della situazione e impedirebbe alle franchigie di cedere alle richieste di buoni mestieranti. Non che siano costretti a firmarli, questi contratti, ma il fatto che non ‘possano’ firmarli consentirà ai proprietari di opporre un ostacolo esterno alle richieste degli agenti che come in tutti i campi usano i campioni della scuderia per trainare gli ingaggi della classe media. Il lockout sarebbe comunque assurdo agli occhi dello spettatore superficiale, che legge di un indice di riempimento degli impianti del 90,3% (e parliamo solo di stagione regolare, nei playoff il dato sarà ovviamente più alto), di record televisivi e web (fra Facebook e Twitter il sito della NBA ha oltre 100 milioni di fan), di incremento enorme (20%) nella vendita di merchandising. A dire la verità sembrerebbe assurdo a tutti, considerato che che questa è la vera lega del mondo, considerando tutti gli sport del pianeta, e che fermarsi significherebbe regalare quote di mercato alla concorrenza. Stefano Olivari stefano@indiscreto.it