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Mourinho il vero allenatore dell'Inter

Al termine di un'altra serata infausta per l'Inter, con l'addio definitivo alle speranze di scudetto, il tifoso nerazzurro ha potuto consolarsi con una piccola grande impresa di quello che per sempre rimarrà il suo allenatore: José Mourinho.

Redazione

17 aprile 2011

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Al termine di un'altra serata infausta per l'Inter, con l'addio definitivo alle speranze di scudetto, il tifoso nerazzurro ha potuto consolarsi con una piccola grande impresa di quello che per sempre rimarrà il suo allenatore del cuore: José Mourinho. L'uno a uno del Bernabeu con il Barcellona ormai campione di Spagna ha infatti ricordato tantissimo la sconfitta (ma con qualificazione) di un anno fa dell'Inter al Camp Nou nella semifinale di Champions. In inferiorità numerica per quasi metà partita a causa dell'espulsione di Albiol (con l'Inter il 10 contro 11 fu invece per tre quarti di partita, dopo l'assurdo rosso a Thiago Motta), Mourinho ha saputo cambiare le carte in tavola contro un avversario superiore: prima ha messo Ozil per Benzema, imponendo a Cristiano Ronaldo di fare la prima punta, poi a metà secondo tempo si è inventato una magata apparentemente senza senso. Fuori un organizzatore di gioco (ma anche incontrista) come Xabi Alonso e dentro una prima punta come Adebayor, fuori un dribblatore come Di Maria e dentro un difensore come Arbeloa per spostare più in avanti un Marcello che gli sembrava ispirato. Inutile crare gioco contro chi non ti fa vedere la palla. Risultato: tante situazioni create e il pareggio nato da un rigore per fallo di Dani Alves (incredibilmente nemmeno ammonito, sarebbe stato il secondo giallo) proprio su Marcelo. Gli interisti lo avranno rimpianto guardando anche il primo tempo: un'attestazione di umiltà ma anche di intelligenza, due linee compatte a interrompere ogni giocata del Barcellona. Non è un dettaglio che il Real Madrid abbia campioni strapagati, alcuni dei quali arrivati proprio su richiesta di Mourinho, e che un tifoso madridista non abbia poi molto da esultare per un campionato da secondi e per un atteggiamento tattico che può andare bene per il Levante. Però l'interista in questo Mourinho ha trovato quelle capacità di non arrendersi all'evidenza, all'arbitraggio, alla superiorità evidente degli avversari. Mourinho sa convincere i suoi giocatori che c'è sempre una speranza: facile fare l'esempio del Porto, ma anche i secondi tempi del suo Chelsea non scherzavano. Stefano Olivari stefano@indiscreto.it

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