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Redazione

23 dicembre 2010

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Per giorni ho letto su un noto quotidiano sportivo di Spalletti all'Inter. Alla fine arriverà Leonardo, uomo e allenatore che stimo molto avendo avuto il piacere di conoscerlo di persona. Ma non è questo il punto. Vorrei soffermarmi sulla scelta di cacciare Rafa, ufficializzata giusto oggi. Anche se impopolare nel momento in cui tutti guardano giustamente al futuro, alla squadra che ripartirà a gennaio, vorrei offrire qualche elemento a difesa di Benitez). 1) Benitez ha vinto due delle tre finali disputate. Quella in Supercoppa italiana contro la Roma e quelli di Abu Dhabi nel Mondiale per club. Vincere contro il Mazembe non era impresa impossibile, ovvio, ma perderla avrebbe significato condanna perenne. Ha perso, e male, contro l'Atlético in Supercoppa europea, ma resta un saldo positivo. Al quale aggiungerei il passaggio del turno in Champions. Da secondo, come Mourinho un anno fa. 2) Mandarlo via adesso è costato all'Inter 3 milioni di euro (6 al lordo?). Non è un'inezia in tempi di crisi. In giugno si sarebbe chiuso tutto quanto senza oneri accessori e non so se Leonardo riuscirà a fare tanto di più nei mesi che mancano. È vero che Mancini ha continuato a prendere un lauto stipendio per un biennio, malgrado sulla panchina si fosse nel frattempo seduto Mourinho, ma non è una buona ragione per buttare via altri soldi. 3) Ha 12 punti in meno in classifica rispetto a un anno fa. Tantissimi. Come ho scritto, roba da preCalciopoli. Ci sono state responsabilità tattiche, come quella di insistere con il 4-2-3-1 senza più interpreti adeguati a disposizione, ma proprio la catena infinita di infortuni non lo ha aiutato. Li ricordo in ordine sparso: Julio Cesar, Maicon, Samuel, Chivu, Stankovic, Cambiasso, Thiago Motta, Pandev e ovviamente lui, Milito, il più decisivo. Senza il Principe, anche l'Inter di Mourinho non sarebbe stata la stessa cosa. Prevengo l'obiezione: li ha "rotti" lui. Sì, ma non tutti. Credo che un certo logorio fisico sia dipeso dall'exploit della scorsa stagione e dal Mondiale. 4) Vale quanto sopra. Benitez ha preso una squadra stanca mentalmente prima ancora che fisicamente. Le crociate settimanali di Mourinho, ancorché amatissime da tifosi e giocatori, hanno avuto un prezzo. Il portoghese lo sapeva, credo, ed ecco spiegata la scelta di Madrid. Alla fine l'Inter si è ritrovata a giocare con Coutinho, Biabiany, Obi, Natalino, Biraghi, Nwankwo, Mariga. E me ne dimentico sicuramente qualcuno, come tra gli infortunati. 5) Lo sfogo dopo la vittoria nel Mondiale, casus belli per l'esonero di Benitez, è stato forse un pretesto colto dallo stesso tecnico per essere licenziato, cosa puntualmente successa oggi. Ma direi che nella sostanza era giusto: questa Inter - per tornare a dominare il campionato e a tenere lontana la concorrenza - ha bisogno di rinforzi. Per la prima volta dopo moltissimi anni, forse la prima in assoluta nell'era Moratti, abbiamo assistito a un mercato di depotenziamento, con un saldo economico positivo (Balotelli). L'errore di Benitez è di non essersi imposto ad agosto. Educazione? Opportunismo? Non l'ho ancora capito. 6) Subentrare a un primatista come Mourinho sarebbe stato complicato per chiunque. Le sue polemiche, la sua personalità, i risultati e i successi sul campo. Esemplare unico. E l'errore - temo soprattutto da parte di Moratti - è stato quello di aspettarsi una riproduzione dell'originale. Ora dite la vostra sull'ex Benitez. Pardon, sparategli contro.

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