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Gebre sogna ancora

Haile Gebrselassie ha dichiarato che la maratona di New York è stata l'ultima corsa della sua carriera. Ma visto quello che vale ancora adesso, a 37 anni, la speranza di vederlo a Londra è ancora viva...

Chissà se la maratona di New York di domenica scorsa è stata l'ultima corse in carriera di Haile Gebrselassie. Lui dice di sì, conoscendo la sua serietà c'è da credergli. Però uno che fino a settimana scorsa pensava di poter abbattere il muro delle due ore (già detenendo il record mondiale, con 2h03'59'') non può lasciare tutto così, per un dolore al ginocchio al 26simo chilometro. Inutile ripercorrere la grande carriera di Gebre su pista, fra i tanti record e i due ori olimpici nei 10mila (1996 e 2000), carriera che tutti conoscono. La maratona è invece un capitolo che riteniamo ancora aperto. Abbandonata la pista dopo i Giochi del 2004 e dopo aver quindi metaforicamente consegnato lo scettro all'erede Bekele, Gebre si è buttato sulla specialità più prestigiosa dell'atletica insieme ai 100 mettri e ai 1.500, oltre che sulle lucrose corse su strada intorno ai 10 chilometri. Nel 2005 vittoria alla maratona di Amsterdam con record stagionale, nel 2006 record mondiale della mezza maratona (58'55), nono posto alla maratona di Londra in una giornata tremenda (eravamo lì anche noi) e vittoria con altro record stagionale alla maratona di Berlino. Nel 2007 dopo un'altra delusione a Londra un breve ritorno agli amati 10mila, con un clamoroso 26'52'' a Hengelo (unico ultratrentenne della storia ad essere sceso sotto i 27 minuti) ed un notevole record dell'ora (21.285 metri). Sempre in quell'anno vittoria nella maratona di Berlino con record del mondo di 2h04'26'', strappato all'eterno rivale Paul Tergat. Nel 2008, dopo avere saltato (sbagliando) i Giochi di Pechino, altra vittoria a Berlino e altro record, quello attuale. Il sogno dichiarato era subito diventato l'oro di Londra 2012, dopo qualche settimana di terapie al ginocchio è probabile che torni ad essere quello.