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L'ultimo record di Bryant

I Los Angeles Lakers hanno iniziato la stagione 7-0 e già si parla del record di 72-10 dei Bulls 1995-96. Dove l'allenatore era sempre Phil Jackson e la differenza non era solo quella fra i due giocatori simbolo...

Si è fatto un così grande parlare, giustamente, dei Big Three di Miami da essersi dimenticati che i campioni NBA in carica sono i Los Angeles Lakers. Che non si sono indeboliti, anzi: partiti l'utile Farmar (ai Nets) per motivi di soldi, salutati anche i gregari Powell e Mbenga, sono arrivati Steve Blake (che come point guard pura ha più testa di Farmar, anche se meno fisico), lo swingman Matt Barnes (qualcuno dice solo in prospettiva di una finale contro gli Heat) e come lungo il solido mestierante Theo Ratliff. Dopo pochi giorni di stagione regolare e la cavalcata contro i Blazers siamo, cioè sono, già 7-0 (grazie a 5 partite in casa e all'assenza del molle e strapagato Bynum), ed essendo quello 2010-2011 l'Ovest più scontato degli ultimi 10 anni (Dallas permettendo) bisogna inventarsui grandi temi. E cosa c'è di più grande delle 72 vittorie, record in stagione regolare dei Chicago Bulls 1995-96? L'allenatore era sempre Phil Jackson, le gerarchie di spogliatoio erano ugualmente chiare, solo l'intensità difensiva (quella che c'è sempre o non c'è mai, al contrario delle percentuali di tiro) era sicuramente di altro tipo. Una differenza figlia anche delle differenze fra due ere NBA e di regole diverse: il poter mettere le mani addosso all'attaccante e il non poterlo nemmeno sfiorare creano per forza due basket diversi. Non è un caso che tutti gli indicatori di efficienza offensiva, non solo per le squadre al top, siano migliori rispetto al 1995. Quello del 2010 è un basket insomma più vendibile all'appassionato superficiale, ma anche più soggetto ad alti e bassi. Per questo difficilmente Phil Jackson supererà Phil Jackson, anche se gli avversari ad Ovest (delle 82 partite solo 30 sono giocate contro squadre dell'altra Conference) consentono di sognare. Ci sembbra che questi record jordaniani interessino di più a Bryant, che si sta gestendo come non mai: contro Porland 25 minuti da quasi spettatore in campo e 23 da spettatore in panchina, aspettando i due mesi più veri.