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Pane e Rosenborg

Il Rosenborg campione di Norvegia non è una novità. Eppure il titolo 2010 messo in bacheca dal club di Trondheim è diverso da tutti i successi precedenti.

Il Rosenborg campione di Norvegia non è una novità. Eppure il titolo 2010 - già in ghiaccio da diverse giornate - messo in bacheca dal club di Trondheim è diverso da tutti i successi precedenti. Migliore. Addirittura indimenticabile. Perché il 2-2 casalingo contro l’Ålesund raccolto domenica ha ufficializzato un primato storico: per la prima volta nella storia della Tippeliga un club ha vinto il campionato senza aver perso una sola partita. Gli uomini del vecchio maestro di calcio Nils Arne Eggen, tornato lo scorso anno sulla panchina dei Troillongan per la sesta volta, si sono resi protagonisti di un percorso netto iniziato con un successo sul Molde e snodatosi attraverso 19 vittorie e 11 pareggi, con 58 reti fatte e 24 subite. Il Rosenborg aveva sfiorato il singolare record già lo scorso campionato, condotto con la medesima autorità e anch’esso vinto con buon anticipo; il rilassamento post-titolo aveva però generato un calo di tensione che si era concretizzato in una sconfitta contro lo Start di Kristiansand alla penultima di campionato, dopo 28 risultati utili consecutivi. Nelle ultime due stagioni il Rosenborg è tornato ad essere, in patria, quella squadra schiacciasassi che aveva messo in bacheca 13 titoli consecutivi tra il 1992 e il 2004. Nel quadriennio successivo era invece arrivato un periodo di crisi, con un solo successo e numerose magre figure. Oggi le nubi sembrano essersi completamente dissolte, con la squadra ancora in corsa – anche se in maniera decisamente poco brillante – per la qualificazione alla fase ad eliminazione diretta dell’Europa League. I protagonisti 2010 di casa Rosenborg sono il centrocampista ghanese Anthony Annan, il giocatore dal rendimento più alto di tutta la Tippeliga; la coppia gol Steffen Iversen-Rade Prica, rispettivamente 14 e 13 centri; il centrale difensivo di origini russe Vadim Demidov; il figlio d’arte Markus Henriksen, mediano classe 92. Su tutti però il solito Eggen, che ha vinto talmente tanto con il Rosenborg (senza dimenticare i successi “morali”, come i quarti di Champions conquistati dopo aver battuto in casa il Milan di Arrigo Sacchi) da aver ormai perso il conto.