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Redazione

15 ottobre 2010

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Dopo una stagione interlocutoria, la fame è tornata più forte che mai in casa Porto. Fin dalle prime battute della nuova Liga Sagres i Dragões sono apparsi determinati a far capire chi comanda in Portogallo e, tanto per gradire, hanno deciso di proseguire il filotto anche in Europa. Il Porto non ha perso nessuna delle dodici partite ufficiali disputati finora: in campionato sei vittorie e un pareggio, in Europa quattro successi e due sole reti subite, nel preliminare di Europa League contro il Genk. Senza dimenticare il vincente preludio di stagione, con il 2-0 ai campioni in carica del Benefica che ha portato nella bacheca del Porto la Super Taça Cândido de Oliveira, ossia la Supercoppa portoghese. Qualche protagonista? Il portiere Helton, i difensori Jorge Fucile e Nicolas Otamendi (pessimo quest’ultimo al Mondiale, ma con la scusante di essere stato impiegato fuori ruolo, ovvero come terzino), il geometra della mediana João Moutinho (prelevato in estate dallo Sporting Lisbona), gli attaccanti Falcão e Hulk. Il deus ex machina del club di Oporto siede però in panchina: cresciuto a fianco di Josè Mourinho, Andrè Villas Boa promette grandi cose. Il giovane tecnico è solamente al suo secondo anno alla guida di una prima squadra. Cresciuto nelle giovanili del Porto come membro dello staff tecnico di Bobby Robson, dopo una breve esperienza alla guida della nazionale delle Isole Vergini Britanniche, Villas Boa è diventato assistente di Mourinho al Porto nella stagione 2003-04. E’ stato l’inizio di un solido legame tra i due che è proseguito prima a Londra, sponda Chelsea, poi a Milano, con l’Inter. Nel 2009 Villas Boa ha deciso di provare a camminare con le proprie gambe, accettando la panchina bollente dell’Academica Coimbra, rimasta vacante dopo le dimensioni di Rogerio Gonçalves. L’impatto con la nuova realtà è stato positivo sin dalle prime battute: la squadra ha lasciato l’ultimo posto in classifica, per poi per chiudere il campionato dieci punti sopra la zona retrocessione, arrivando anche fino alle semifinali della coppa nazionale, eliminata propria dalla futura squadra di Villas Boa: il Porto. Troppo facile, e troppo banale, parlare di nuovo Mourinho. Di Special One ce n’è uno solo. Di allenatori bravi invece ne è pieno il mondo.

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