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La lettura del Contador

La positività all'antidoping del vincitore del Tour de France è il solito pretesto per deridere il ciclismo, che al contrario del calcio ha il coraggio di abbattere i propri idoli. Anche a dispetto della convenienza...

Redazione

30 settembre 2010

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Chi si ricorda dell'esaltazione mediatica delle nuotatrici baffute e dopate (a volte, come si sarebbe scoperto decenni più tardi, anche incinte perchè i loro allenatori sostenevano che nei primi mesi di gravidanza crescessero le forze) della Germania Est degli anni Settanta? Varie generazioni di ragazze pulite sono state sbeffeggiate dalla stampa del proprio paese, salvo poi scoprire che era tutto finto. Senza andare a tante squadre di calcio invincibili e dal grande ritmo (merito delle 'motivazioni', ovviamente), il pensiero del giorno va ad Alberto Contador. L'Unione ciclistica internazionale (Uci) ha infatti annunciato di avere sospeso il fuoriclasse spagnolo, risultato positivo al clembuterolo (una sostanza anabolizzante) durante un controllo all'ultimo vittorioso Tour del France. La quantità di sostanza trovata è ridicola, ma è ridicola anche la difesa: contaminazione alimentare dovuta a una bistecca, per la precisione un filetto. Un po' come lo shampoo di Blasi o la pomata vaginale di Borriello (dove la vagina non era ovviamente di Borriello). Ridicola la reputazione del suo principale difensore, che poi sarebbe anche il direttore sportivo della sua nuova squadra: Bjarne Riis. Ridicola la discesa in campo del segretario di stato allo sport spagnolo Jaime Lissavetzky, candidato socialista a sindaco di Madrid, che ha giocato al piccolo chimico giurando sulla pulizia di Contador (che magari è pulito, ma cosa ne sa Lissavetky?). Tutto ridicolo, anche la presunta pulizia di altri sport che il doping nemmeno lo cercano. La fama mondiale di Contador rischia di far passare in secondo piano il fatto che l'Uci abbia bloccato (per altra sostanza) altri due spagnoli: Ezequiel Mosquera e David Garcia Da Pena, positivi allo xydroxyethyl a un controllo il 16 settembre durante la Vuelta. Sì, Mosquera, il grande avversario di Vincenzo Nibali. Inutile dire che pochi altri sport hanno il coraggio e l'onestà di abbattere i propri idoli, anche a dispetto della convenienza di marketing. Fra questi sport duri e puri non c'è di sicuro il calcio, con i suoi giocatori che non possono essere svegliati all'alba per i controlli a sorpresa. E le sue masse di sfaccendati pronte a scendere in piazza. Una manifestazione per Contador non la vedremo mai, così come non l'abbiamo vista per Basso o Di Luca.

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