Il bel calcio delle 23 presenze

Prima della fondazione dell'AIC i club riuscivano a risparmiare sugli ingaggi usando vari trucchi. Che nel 2010 si chiamano 'obbiettivi'...
Il bel calcio delle 23 presenze

Pubblicato il 14 settembre 2010, 11:49

Quando il presidente della Lega di A Maurizio Beretta parla di 'parte dell'ingaggio ancorato a obbiettivi' i più giovani cambiano canale, mentre i più vecchi ricordano che cosa fossero questi vaghi obbiettivi prima della fondazione dell'Associazione Italiana Calciatori il 3 luglio 1968 da parte di Sergio Campana (ispirato da campioni con il cervello come Rivera, Mazzola e Bulgarelli). Era infatti prassi consolidata legare il 40% degli ingaggi al raggiungimento di un determinato numero di presenze in campionato, di solito fissato in 24. Come ha di recente ricordato Campana, il novanta per cento dei calciatori di serie A totalizzava 23 presenze a stagione o poco meno. Quale allenatore con la panchina in bilico oserebbe dire di no al 'suggerimento' del suo presidente?

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